Siria, Obama: «Aiuto diretto ai ribelli, Assad ha usato armi chimiche»

di Francesca Porta 

Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato di avere le prove dell'utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Assad. Ora è possibile che Obama cambi strategia

Francesca Porta

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Barack Obama - Getty Images

Barack Obama - Getty Images

Barack Obama era stato chiaro: «Se il regime siriano dovesse usare armi chimiche, allora gli Stati Uniti cambierebbero strategia e valuterebbero la possibilità di un intervento nella crisi siriana». L'ammonimento è stato ripetuto a lungo, con la speranza che potesse influenzare (in positivo) le decisioni del presidente Bashar Al Assad. Ma così non è stato.

Ieri sera, infatti, il presidente Obama ha annunciato di avere le prove dell'utilizzo di armi chimiche in Siria da parte dell'esercito governativo. Gli avvertimenti non sono serviti. Nel tentativo di soffocare la rivolta del popolo siriano, il presidente Bashar Al Assad ha superato la "linea rossa" oltre la quale diventa possibile un intervento degli Stati Uniti.

In base alle informazioni raccolte dai servizi segreti, il regime siriano avrebbe sprigionato nell'aria del gas sarin, una sostanza chimica che avrebbe causato la morte di almeno 150 persone. E, ovviamente, potrebbe non essersi trattato di un caso isolato. Il gas potrebbe essere infatti stato utilizzato in diverse altre occasioni.

L'uso delle armi chimiche cambia tutto. Barack Obama, che fino a ora ha mantenuto la linea del non intervento, ora sarebbe pronto a rivedere la sua strategia. Tra le opzioni, che da domenica saranno discusse nel G8 in Irlanda del Nord, c'è la fornitura diretta di armi ai ribelli e l'istituzione di una no-fly-zone sulla Siria.

Le affermazioni del presidente Obama sono state però fortemente contestate dalla Russia. «Le informazioni sull'uso di armi chimiche da parte di Assad sono state costruite, come le bugie sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein», ha scritto su Twitter il presidente della Commissione Esteri della Duma Alexiei Pushkov. «Obama sta prendendo la stessa strada di Bush».

Chi abbia ragione, ovviamente non è dato saperlo. Quel che è certo è che in due anni di guerra civile sono morte 93 mila persone, tra cui anche 6500 bambini. «Purtroppo si tratta di una stima minima e il vero numero delle vittime potrebbe essere molto più alto», ha spiegato in una nota l'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite Navi Pillay. Urge, dunque, trovare una soluzione.

 

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