Papa Francesco riforma le leggi del Vaticano

di Francesca Porta 

Il Motu proprio firmato oggi dal Pontefice abolisce l'ergastolo e inasprisce le pene per i reati di corruzione e pedofilia

Francesca Porta

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Papa Francesco - Foto Getty Images

Papa Francesco - Foto Getty Images

Pene più severe per chi è colpevole di pedofilia e corruzione, dure sanzioni per chi ha attentato alla sicurezza dello Stato, niente più ergastolo. Sono queste le misure più importanti contenute nel Motu proprio sulla legislazione della Santa Sede firmato quest'oggi da Papa Francesco.

Il documento, che riforma in modo cospicuo il codice penale del Vaticano adottato nel 1929, introduce nuove norme che entreranno in vigore il prossimo 1° settembre. Innanzitutto, il Pontefice ha voluto abolire l'ergastolo, sostituendolo con una pena massima di reclusione da 30 a 35 anni.

Poi, il documento inasprisce le pene relative ai delitti contro i minori, dalla pedopornografia alla violenza sessuale, fino all'induzione alla prostituzione. Con queste norme, Papa Francesco dimostra di voler procedere sul cammino tracciato dal suo predecessore, Benedetto XVI.

Più dure anche le pene relative alla sottrazione di documenti riservati agli uffici vaticani e quelle in merito alla corruzione. «Sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell'Autorità giudiziaria con l'aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall'introduzione della misura del blocco preventivo dei beni», ha spiegato la Santa Sede. «Il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione è stato rivisto in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione».

Nel codice penale del Vaticano sono anche stati introdotti i reati di relativi ai delitti contro l'umanità (come il genocidio e l'apartheid), il delitto di tortura e il reato di terrorismo. Anche in questo caso si tratta di adeguamenti della legislazione ad alcune convenzioni internazionali, tra cui quella di Ginevra del 1949.

Tra le novità c'è infine un ampliamento del bacino di applicazione. Le leggi vaticane, infatti, saranno ora applicabili anche ai nunzi apostolici e al personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonché ai dipendenti di organismi e istituzioni della Curia Romana o a essa collegati (indipendentemente dal fatto che si trovino dentro o fuori il Vaticano).

 

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