Governo in bilico: Berlusconi smentisce
le voci di dimissioni

di Francesca Porta 

Il premier pone la fiducia: «Voglio vedere in faccia chi mi tradisce»

Francesca Porta

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Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

«Le voci di mie dimissioni sono destituite di fondamento e non capisco come siano circolate». Sono queste le parole con cui il premier Silvio Berlusconi ha zittito le voci che parlavano di una possibile fine del governo.

Dopo aver affidato una breve smentita alla sua pagina di Facebook, Berlusconi ha telefonato a Libero per chiarire la situazione: «Domani si vota il rendiconto alla Camera, quindi porrò la fiducia sulla lettera presentata a Ue e Bce. Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi».

Silvio Berlusconi, dunque, non si dimette. Franco Bechis e Giuliano Ferrara si sono sbagliati. Questa mattina, infatti, il vice direttore di Libero Bechis aveva annunciato su Twitter che si sarebbe dimesso «entro domani», proponendo un «governo Letta». Ferrara, invece, aveva pubblicato un video sulla versione online de Il Foglio, in cui diceva: «Che Silvio Berlusconi stia per cedere il passo è cosa acclarata, è questione di ore. Alcuni dicono di minuti».

Le parole di Giuliano Ferrara hanno provocato due reazioni: la prima è quella del capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che si è precipitato a smentire le voci di dimissioni («Ho parlato poco fa con il presidente Berlusconi, che mi ha detto che le voci sulle sue dimissioni sono destituite di fondamento»); la seconda reazione è stata quella della Borsa di Milano, che, dopo un'apertura negativa, ha iniziato a salire fino a guadagnare il 3% (con lo spread che scendeva a 473 punti), per poi ricominciare a perdere dopo le smentite.

Intanto, Berlusconi deve fare i conti con la defezione di alcuni parlamentari del Pdl (ad esempio Gabriella Carlucci, passata ieri all'Udc) e con le dichiarazioni fatte dal ministro dell'Interno Roberto Maroni alla trasmissione Che tempo che fa: «la maggioranza sembra non esserci più», «è inutile accanirsi».

Il primo test che attende il governo è il voto del rendiconto generale dello Stato, previsto per domani, martedì 8 novembre, alla Camera. Il secondo test è invece il voto del maxi-emendamento alla legge di Stabilità , che contiene le misure anti-crisi presentate all'Ue con la lettera del premier. Sul testo è stato posto il voto di fiducia.

 

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