Berlusconi a Napolitano: «Mi dimetto dopo la legge di stabilità»

di Francesca Porta 

Il rendiconto è passato con 308 voti. Ma la maggioranza non c'è più

Francesca Porta

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Silvio Berlusconi

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Aggiornamento delle ore 20: Il premier Silvio Berlusconi ha incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale per discutere i risultati del voto di oggi alla Camera sul rendiconto generale dello Stato. Dopo un'ora di colloquio, il premier ha lasciato il Colle intorno alle 19.30 e poco dopo il Quirinale ha diffuso una nota: «Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione».

 

308 voti a favore, nessun contrario, 1 astenuto. 321 non votanti. Sono questi i numeri della votazione sul rendiconto generale dello Stato che si è appena svolta alla Camera. Numeri che sono bastati per approvare il documento in esame, ma non per risollevare le sorti del governo.

Con questi numeri, infatti, Silvio Berlusconi non ha più la maggioranza in Parlamento. Otto punti separano il governo dalla soglia dei 316 voti necessari per avere la maggioranza assoluta.

Subito dopo il voto, il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha dichiarato: «Il voto certifica che la maggioranza non esiste più. Berlusconi si dimetta. La parola passi a Giorgio Napolitano e le opposizioni faranno la loro parte. Così non possiamo andare avanti».

Da parte sua, Silvio Berlusconi si è messo a esaminare il tabulato dei voti, per controllare chi ha votato a favore e chi non ha votato. Sono undici i deputati di centrodestra che non hanno partecipato al voto: Roberto Antonione, Fabio Fava, Gennaro Malgieri (che era in bagno), Giustina Destro e Alfonso Papa (agli arresti domiciliari) del Pdl e Calogero Mannino, Giancarlo Pittelli, Luciano Sardelli, Francesco Stagno D'Alcontres e Santo Versace del Gruppo Misto.

«Mi hanno tradito - avrebbe detto il Cavaliere ai suoi ministri -. Ora decidiamo subito cosa fare». Davanti a lui, sul banco, Berlusconi aveva un foglietto per gli appunti dove sono scritte a mano le parole "ribaltone", "voto","dimissioni", "presidente Repubblica" e "una soluzione".

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