Berlusconi annuncia le dimissioni

di Francesca Porta 

Il premier a Napolitano: «Mi dimetto dopo la legge di stabilità»

Francesca Porta

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Silvio Berlusconi

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Le dimissioni di Silvio Berlusconi sono vicine. Ad annunciarle, ieri sera, è stato un comunicato ufficiale del Quirinale, seguito dalla voce dello stesso presidente del Consiglio.

La decisione del premier, richiesta più volte dalle opposizioni («faccia un passo indietro») e ieri anche dall'alleato della Lega Nord Umberto Bossi («faccia un passo di lato»), è arrivata dopo il voto della Camera sul rendiconto generale dello Stato per il 2010. Il provvedimento, infatti, è stato approvato con 308 voti favorevoli, nessun contrario e 1 astenuto. I non votanti, però, sono stati 321. I dati hanno mostrato che il governo Berlusconi non ha più la maggioranza.

Di questo Berlusconi ha preso atto e, dopo aver contato i «traditori» e aver annotato su un foglio alcuni appunti («dimissioni», «una soluzione», «voto», «ribaltone», «presidente Repubblica»), intorno alle 18.30 è salito al Quirinale per incontrare il presidente Giorgio Napolitano e decidere il da farsi.

Un'ora dopo, Berlusconi ha lasciato il Colle e la Presidenza della Repubblica ha diffuso un comunicato: «Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea».

«Una volta compiuto tale adempimento - continua la nota - il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione».

Silvio Berlusconi è dunque un presidente dimissionario. Rimetterà il suo mandato a Napolitano non appena il Parlamento avrà approvato il maxi-emendamento di misure anti-crisi che l'Unione Europea chiede con urgenza. Prima, dunque, le misure per salvare l'Italia (lo spread ieri è arrivato quasi a 500), poi il «passo indietro».

E dopo? Cosa succederà dopo le dimissioni di Berlusconi? Il premier, in una telefonata al Tg5, ha detto chiaramente quale sarebbe, secondo lui, la soluzione migliore: «Dopo di me vedo solo la possibilità di nuove elezioni». A decidere, però, sarà il presidente Napolitano, che davanti a sè ha anche altre opzioni: un governo guidato da un nuovo premier (una figura politica, come Gianni Letta o Angelino Alfano) oppure, come suggerisce il Pd, nominare un governo tecnico guidato da una personalità estranea alla politica, come l'economista Mario Monti.

Quel che è certo, è che prima deve essere approvata la legge di stabilità. E per farlo, realisticamente, ci vorranno almeno una ventina di giorni.

 

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