Il videomessaggio di Berlusconi: «Raddoppio il mio impegno»

di Francesca Porta 

L'ex premier ha parlato agli italiani in un videomessaggio trasmesso da Palazzo Chigi

Francesca Porta

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Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

È stato con un videomessaggio che, il 26 gennaio del 1994, Silvio Berlusconi annunciò agli italiani la decisione di "scendere in campo" e di candidarsi alle elezioni politiche. Oggi, a 17 anni di distanza, è sempre con un videomessaggio che l'ormai ex-premier ha scelto di parlare ai suoi concittadini per parlare delle sue dimissioni.

Il videomessaggio, registrato a Palazzo Chigi, è stato inviato ai telegiornali di tutte le principali emittenti televisive italiane e trasmesso intorno alle ore 19, mentre al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era a colloquio con il senatore Mario Monti.

«Cari concittadini, ci troviamo oggi di fronte a una sfida cruciale che mette in gioco il nostro futuro e sono convinto che solo uniti possiamo vincerla - ha detto Silvio Berlusconi -. Solo mettendo da parte invidia e livori, solo impegnandoci a lavorare tutti insieme per il bene dell'Italia. Noi l'abbiamo sempre fatto per 18 anni e continueremo a farlo con impegno anche maggiore».

«Il mio governo e la coalizione che l'ha sostenuto hanno compiuto anche ieri il loro dovere. Abbiamo messo a punto, in tempi da record, la cosiddetta legge di stabilità finanziaria e l'abbiamo approvata in Parlamento con i nostri voti (...)».

«Subito dopo l'approvazione della legge, come avevo annunciato, ho rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio - ha continuato l'ex-premier -. L'ho fatto per senso di responsabilità, per senso dello Stato. L'ho fatto per evitare all'Italia un nuovo attacco dalla speculazione finanziaria; l'ho fatto senza essere mai stato sfiduciato dal Parlamento, anzi avendo ottenuto più volte la fiducia della Camera e del Senato, dove possiamo contare tutt'ora sulla maggioranza assoluta».

«È stato triste vedere che un gesto responsabile e, se permettete, generoso come le dimissioni sia stato accolto con fischi e con insulti. Ma per le centinaia di manifestanti che erano ieri in piazza, milioni di italiani sanno che abbiamo fatto in coscienza tutto il possibile per preservare le nostre famiglie e le nostre imprese dalla crisi (...)».

«Ringrazio comunque gli italiani. Grazie per l'affetto, per la forza che ci avete trasmesso e che ci hanno permesso di raggiungere molti degli obiettivi che ci eravamo prefissi fin dal 1994, dal giorno in cui annunciai la mia discesa in campo. Quel giorno ha cambiato la storia dell'Italia. Al credo politico che pronunciai allora non sono mai venuto meno: fu, e rimane, una dichiarazione d'amore per l'Italia (...)».

«È chiaro a tutti che oggi non esiste un'alternativa politica rispetto al nostro governo (...). Siamo pronti a favorire gli sforzi del presidente della Repubblica per dare subito al Paese un governo di elevato profilo tecnico, reso forte da un grande consenso parlamentare. Noi faremo quindi il nostro dovere. È arrivato però il momento di mettere alle spalle ogni faziosità ed ogni gratuità aggressività personale. Dobbiamo, uniti, far fronte alla crisi (...)».

«A quanti hanno esultato per quella che definiscono la mia uscita di scena, voglio dire con grande chiarezza che da domani raddoppierò il mio impegno in Parlamento e nelle Istituzioni per rinnovare l'Italia (...)».

«A tutti voi l'augurio di poter trasformare in realtà i sogni e i progetti che portate nel cuore, per voi e per i vostri cari. Viva l'Italia, viva la libertà».

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