È stato con un videomessaggio che, il 26 gennaio del 1994,
Silvio Berlusconi annunciò agli italiani la
decisione di "scendere in campo" e di candidarsi alle elezioni
politiche. Oggi, a 17 anni di distanza, è sempre con un
videomessaggio che l'ormai ex-premier ha scelto di
parlare ai suoi concittadini per parlare delle sue dimissioni.
Il videomessaggio, registrato a Palazzo Chigi, è stato inviato
ai telegiornali di tutte le principali emittenti televisive
italiane e trasmesso intorno alle ore 19, mentre al
Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era a
colloquio con il senatore Mario Monti.
«Cari concittadini, ci troviamo oggi di fronte a una sfida
cruciale che mette in gioco il nostro futuro e sono convinto che
solo uniti possiamo vincerla - ha detto Silvio Berlusconi -. Solo
mettendo da parte invidia e livori, solo impegnandoci a
lavorare tutti insieme per il bene dell'Italia. Noi
l'abbiamo sempre fatto per 18 anni e continueremo a farlo con
impegno anche maggiore».
«Il mio governo e la coalizione che l'ha sostenuto hanno
compiuto anche ieri il loro dovere. Abbiamo messo a punto, in tempi
da record, la cosiddetta legge di stabilità finanziaria e l'abbiamo
approvata in Parlamento con i nostri voti (...)».
«Subito dopo l'approvazione della legge, come avevo annunciato,
ho rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio - ha
continuato l'ex-premier -. L'ho fatto per senso di
responsabilità, per senso dello Stato. L'ho fatto per
evitare all'Italia un nuovo attacco dalla speculazione finanziaria;
l'ho fatto senza essere mai stato sfiduciato dal Parlamento, anzi
avendo ottenuto più volte la fiducia della Camera e del Senato,
dove possiamo contare tutt'ora sulla maggioranza assoluta».
«È stato triste vedere che un gesto responsabile e, se
permettete, generoso come le dimissioni sia stato
accolto con fischi e con insulti. Ma per le
centinaia di manifestanti che erano ieri in piazza, milioni di
italiani sanno che abbiamo fatto in coscienza tutto il possibile
per preservare le nostre famiglie e le nostre imprese dalla crisi
(...)».
«Ringrazio comunque gli italiani. Grazie per
l'affetto, per la forza che ci avete trasmesso e che ci hanno
permesso di raggiungere molti degli obiettivi che ci eravamo
prefissi fin dal 1994, dal giorno in cui annunciai la mia discesa
in campo. Quel giorno ha cambiato la storia dell'Italia. Al
credo politico che pronunciai allora non sono mai venuto
meno: fu, e rimane, una dichiarazione d'amore per l'Italia
(...)».
«È chiaro a tutti che oggi non esiste un'alternativa politica
rispetto al nostro governo (...). Siamo pronti a favorire gli
sforzi del presidente della Repubblica per dare subito al
Paese un governo di elevato profilo tecnico, reso forte da
un grande consenso parlamentare. Noi faremo quindi il nostro
dovere. È arrivato però il momento di mettere alle spalle
ogni faziosità ed ogni gratuità aggressività personale.
Dobbiamo, uniti, far fronte alla crisi (...)».
«A quanti hanno esultato per quella che definiscono la mia
uscita di scena, voglio dire con grande chiarezza che da domani
raddoppierò il mio impegno in Parlamento e nelle Istituzioni per
rinnovare l'Italia (...)».
«A tutti voi l'augurio di poter trasformare in realtà i sogni e
i progetti che portate nel cuore, per voi e per i vostri cari.
Viva l'Italia, viva la libertà».