Mario Monti ha ricevuto l'incarico di formare un nuovo
governo. Dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi e una
lunga giornata di consultazioni, domenica 13 novembre, intorno alle
ore 20, il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano ha affidato al professore bocconiano l'incarico
di formare il nuovo esecutivo.
«Agirò con urgenza, ma con scrupolo», ha dichiarato il
presidente del Consiglio incaricato subito dopo aver ricevuto il
mandato. «Intendo adempiere a questo compito con senso di
responsabilità e servizio per il Paese. In un momento di
particolare difficoltà per l'Italia, dobbiamo vincere la sfida per
il riscatto, diventando sempre di più un punto di forza e non di
debolezza di un'Unione Europea di cui siamo stati fondatori».
«I nostri sforzi saranno indirizzati a risanare la situazione
finanziaria e riprendere il cammino della crescita, stando attenti
all'equità sociale: lo dobbiamo ai nostri figli, dobbiamo dare loro
un futuro concreto di dignità e speranza», ha continuato Monti. «Mi
accingo a questo compito con profondo rispetto nei confronti del
Parlamento e delle forze politiche. Opererò per valorizzarne
l'impegno comune e per uscire presto da questa situazione di
emergenza, che l'Italia può superare».
Mario Monti è senza dubbio uno dei più auteroveli economisti
italiani. Nato a Varese il 19 marzo 1943, Mario
Monti si è laureato all'Università Bocconi di Milano nel
1965 e si è poi specializzato negli Stati Uniti, a Yale, dove ha
studiato con il premio Nobel James Tobin. Nel 1970, tornato in
Italia, Monti ha cominciato a insegnare all'Università di Torino;
diversi anni dopo è diventato rettore dell'Istituto di Economia
politica della Bocconi.
Monti è stato nominato commissario europeo nel 1994, dal primo
governo Berlusconi, e poi riconfermato dal governo di
centrosinistra guidato da Massimo D'Alema. È grazie al lavoro
dell'economista lombardo che negli anni successivi la Commissione
Europea ha sanzionato Microsoft con una multa record per la
violazione delle norme antitrust.
Il presidente Giorgio Napolitano, che ha preso
la parola dopo le dichiarazioni di Monti, ha definito l'economista
«una personalità indipendente, rimasta sempre estranea alla mischia
politica e al tempo stesso dotata di competenze ed esperienze che
ne fanno una figura altamente conosciuta e rispetta in ambito
internazionale».
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