Governo Monti,
il toto-ministri

di Francesca Porta 

Dopo aver ricevuto l'incarico, l'economista è ora impegnato nelle consultazioni

Francesca Porta

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Mario Monti al Quirinale

Mario Monti al Quirinale

Domenica è stato il giorno della nomina, lunedì e martedì, invece, sono le giornate delle consultazioni. Dopo essere stato incaricato di formare un nuovo governo dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ora Mario Monti sta infatti incontrando i rappresentanti dei partiti politici e delle forze sociali per decidere la sua squadra.

Sui nomi dei futuri ministri non c'è ancora nessuna notizia ufficiale, ma sin dalla mattinata di lunedì sono state diffuse alcune indiscrezioni. Secondo le principali testate nazionali, la maggior parte dei ministri del governo Monti sarà composto da tecnici, anche se non è esclusa la presenza di qualche personaggio politico (tra i "papabili" Giuliano Amato, Gianni Letta e Maurizio Lupi).

Secondo le voci più accreditate, non ci dovrebbe essere nessun vicepremier, ma solo un sottosegretario alla presidenza, probabilmente nella persona di Enzo Moavero, già vice del professore quando questi era commissario europeo.

Per quanto riguarda i ministeri, quello dell'Interno potrebbe essere affidato a una donna, Anna Maria Cancellieri, ex prefetto ed ex commissario a Bologna, mentre per quello degli Esteri circola già da alcuni giorni il nome di Giuliano Amato.

Alla Difesa sembra ormai certo Rolando Mosca Moschini, consigliere militare di Napolitano ed ex comandante generale della Guardia di Finanza, mentre al Welfare potrebbe essere nominato Carlo Dell'Aringa, docente di Economia politica all'Università Cattolica di Milano.

Sempre dalla Cattolica milanese arriva Lorenzo Ornaghi, il rettore, che sembrerebbe essere in lizza per il ministero dell'Istruzione. Un altro professore, questa volta della Normale di Pisa, è tra i "papabili" per il ministero della Cultura: si tratta del celebre archeologo Salvatore Settis.

Il ministero della Giustizia, invece, potrebbe essere affidato a Cesare Mirabelli o ad Alberto Capotosti, entrambi ex vicepresidenti del Consiglio Superiore della Magistratura, mentre il ministero dello Sviluppo potrebbe andare ad Antonio Catricalà , il presidente dell'Antitrust, ma anche all'ex rettore della Bocconi Carlo Secchi.

Il ministero più critico, quello dell'Economia, potrebbe essere tenuto dallo stesso Monti, oppure affidato a Guido Tabellini, rettore della Bocconi, o ad Anna Maria Tarantola, vicedirettore della Banca d'Italia.

Secondo il calendario delle consultazioni, entro martedì sera la rosa di nomi dovrebbe essere resa nota.

 

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