Benetton, i baci
che fanno scandalo

di Francesca Porta 

La nuova campagna pubblicitaria dell'azienda ha provocato l'ira del Vaticano

Francesca Porta

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Il Papa, l'Imam del Cairo, Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, Obama e Chavez. Che cosa ci fanno tutti questi personaggi illustri nella nuova campagna pubblicitaria del gruppo Benetton? È presto detto: si baciano. Il Pontefice bacia (sulla bocca, s'intende) l'Imam, Obama bacia Cil presidente venezuelano (ma anche quello cinese), la cancelliera tedesca bacia il presidente francese.

Naturalmente, si tratta di fotomontaggi. La campagna, intitolata Unhate («non odiare»), è stata presentata ieri a Parigi e ha già fatto scandalo. L'autore è Eric Ravello, che ha trovato ispirazione nel bacio (quello vero) del 1979 tra Erich Honecker e Leonid Breznev.

«L'obiettivo della campagna è quello di combattare la cultura dell'odio - ha spiegato il vicepresidente del gruppo Alessandro Benetton -. Vogliamo dare visibilità mondiale a un'idea alta di tolleranza, per invitare i cittadini di tutti i Paesi a riflettere su come l'odio nasca soprattutto la "paura dell'altro" e di ciò che non si conosce».

Il messaggio è chiaro e positivo (è il primo di una serie di iniziative promosse dalla neonata Fondazione Unhate), ma il modo in cui è stato veicolato non è piaciuto proprio a tutti. Ieri mattina, subito dopo la comparsa dei cartelloni pubblicitari in diverse città italiane (e poi straniere), si sono sollevate le proteste di molti cattolici e anche della comunità musulmana.

Nel pomeriggio, infine, il Vaticano ha preso posizione: «È una grave mancanza di rispetto per il Papa e un'offesa dei sentimenti dei fedeli, una dimostrazione evidente di come la pubblicità possa violare le regole del rispetto delle persone solo per attirare l'attenzione con la provocazione».

Dopo l'annuncio che la Segreteria della Santa Sede potrebbe prendere misure presso le autorità competenti, Benetton ha deciso di ritirare l'immagine della campagna: «Ribadiamo che il senso di questa campagna Unhate è esclusivamente combattere la cultura dell'odio in ogni sua forma», ha dichiarato un portavoce del gruppo. «Siamo perciò dispiaciuti che l'utilizzo dell'immagine del Papa e dell'Imam abbia urtato la sensibilità dei fedeli».

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