Manovra economica: possibili interventi
sulle pensioni

di Francesca Porta 

Le misure arriveranno in Parlamento il 5 dicembre

Francesca Porta

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Il ministro del Welfare Elsa Fornero

Il ministro del Welfare Elsa Fornero

Venti miliardi di euro. È questa, almeno secondo le prime indiscrezioni, la cifra della manovra economica che sarà presentata in Parlamento lunedì 5 dicembre. L'obiettivo delle misure è raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013.

Non si conoscono ancora i progetti al vaglio del premier Mario Monti e del ministro del Welfare Elsa Fornero, ma le prime notizie hanno già fatto discutere, soprattutto per quanto riguarda la riforma delle pensioni.

Ecco, punto per punto, le indiscrezioni trapelate in questi ultimi giorni:

Pensioni di anzianità: sarebbe prevista una stretta sulle pensioni di anzianità. Il governo, infatti, vorrebbe fissare tra i 41 e i 43 la soglia di anni di contributi necessari per andare in pensione indipendentemente dall'età anagrafica. Oggi la soglia è fissata a 40 anni di contributi.

Quote pensioni: La manovra potrebbe sancire un aumento delle quote: dai 96 di adesso (60 anni di età + 36 anni di contributi) a 100 nel 2015 (65+35 o 64+35).

Pensioni delle donne: allo studio un anticipo dell'età di vecchiaia per le donne del settore privato. I 65 anni si raggiungerebbero nel 2016 o nel 2020 (invece dell'attuale scaletta che prevede un aumento graduale con arrivo al 2026).

Contributivo: sarebbe confermata anche l'introduzione del contributivo pro rata per tutti coloro che hanno ancora il sistema retributivo.

Lavoratori autonomi: potrebbe essere previsto un aumento di due punti percentuali delle aliquote contributive per i lavoratori autonomi, che oggi sono ferme al 20-21%.

Contributo di solidarietà: è possibile che si metta in campo un contributo di solidarietà per i pensionati iscritti ai fondi con trattamenti privilegiati.

Inflazione: previsto il blocco del recupero dell'inflazione per il prossimo anno su tutti gli assegni pensionistici. In pratica, le pensioni non verranno indicizzate all'inflazione.

Intanto, sono stati decisi dei tagli ai vitalizi dei parlamentari: a partire dal primo gennaio 2012 si passerà dall'attuale sistema (legato all'ammontare dell'indennità) a quello contributivo. Inoltre, per gli ex parlamentari sarà possibile percepire la pensione solo al compimento del sessantesimo anno di età, per chi è stato in carica per due o più mandati, e a 65 anni per chi lo è stato per un mandato solo.

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