Pensioni, insorgono i sindacati: «40 è un numero intoccabile»

di Francesca Porta 

Susanna Camusso si è schierata contro la stretta alle pensioni di anzianità

Francesca Porta

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Susanna Camusso, leader della Cgil

Susanna Camusso, leader della Cgil

«Inaccettabile». Più che un parere negativo, è una sonora bocciatura. La reazione dei sindacati alle indiscrezioni trapelate in questi giorni sulla manovra economica al vaglio del governo non lasciano spazio a fraintendimenti: Cgil, Cisl e Uil, questa volta unite, sono contrarie.

In particolare, i sindacati sono insorti dopo aver letto di una possibile stretta sulle pensioni di anzianità . Secondo le indiscrezioni, infatti, il governo vorrebbe fissare tra i 41 e i 43 la soglia di anni di contributi necessari per andare in pensione indipendentemente dall'età anagrafica. Oggi, invece, la soglia è fissata a 40 anni di contributi.

«40 è un numero magico e intoccabile», ha dichiarato ieri la leader della Cgil Susanna Camusso. «Mi pare che questo sia esaustivo della discussione». Sulla stessa linea anche Luigi Angeletti (Uil): «Si lavorebbe oltre i 40 anni di contributi ma gratis. Si tratta di un "obolo" dei privati ad una cassa pubblica. Non vedo perché pagare contributi senza un vantaggio in termini pensionistici». Raffaele Bonanni, della Cisl, punta il dito anche contro l'ipotesi di bloccare l'adeguamento delle pensioni all'inflazione.

A favore delle presunte riforme, invece, si è espressa Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: «Questo non è il momento di porre veti, c'è da salvare il Paese e di intoccabile non c'è più niente: le pensioni vanno cambiate e 40 anni non è un numero invalicabile».

Da parte sua, il governo non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale, anche perchè (lo ricordiamo) queste misure sono ancora in forma di indiscrezioni. Il premier Mario Monti, dopo aver partecipato all'Ecofin di Bruxelles, ha confermato che la manovra economica sarà presentata in Parlamento lunedì 5 dicembre. Come a dire: prima di allora, sono solo voci.

«Ciò che posso dire è che bisogna agire rapidamente», ha dichiarato il presidente del Consiglio. «Avremo anche delle consultazioni, ma farò appello al fatto che siamo in una situazione straordinariamente delicata e che certi passaggi e ritualità gradite a tutti forse non sarebbero a vantaggio dei cittadini. Farò appello a un senso collettivo di urgenza. Dobbiamo agire subito, altrimenti le conseguenze sarebbero molto gravi per tutti».

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