Monti in tv: «Ora liberalizzazioni e lavoro»

di Francesca Porta 

Il presidente del Consiglio è stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa

Francesca Porta

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Il premier Monti a Che tempo che fa - Foto Getty
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Il premier Monti a Che tempo che fa - Foto Getty Images

«Non servono altre manovre. Servono misure per la crescita». Il premier Mario Monti è stato chiaro. Seduto sulla poltrona bianca dello studio di Che tempo che fa, il presidente del Consiglio ha spiegato, rispondendo alle domande di Fabio Fazio, quali saranno le prossime mosse del governo.

Innanzitutto, «un disarmo multilaterale di tutte le corporazioni che possa consentirci di dare più spazio alla concorrenza e ai giovani». Che tradotto vuol dire «liberalizzazioni». Dai taxi alle farmacie, fino ad arrivare alle professioni, «si agirà contemporaneamente su molti fronti» per avere un primo pacchetto di liberalizzazioni pronto entro il 23 gennaio.

Poi la riforma del mercato del lavoro, che il premier vorrebbe portare avanti «in accordo con i sindacati». Sarà toccato l'articolo 18? «Abbiamo un atteggiamento mentale per il quale non abbiamo tabù e in questo senso il ministro Fornero aveva citato anche l'articolo 18. In passato queste materie erano dominate da simboli importanti, ma in questa fase non abbiamo bisogno di simboli, bensì di lavoro per i giovani. Di lavoro non precario».

Senza dimenticare, mai, la lotta all'evasione fiscale. Commentando il blitz della Guardia di Finanza a Cortina, che tanto ha fatto discutere negli ultimi giorni, Monti ha dichiarato: «La ricchezza non va demonizzata, anzi, in Italia dovrebbe essere rispettata e motivo d'orgoglio, come nel mondo anglosassone, ma solo se paga le tasse». Se si parla, infatti, dell'immagine del nostro Paese all'estero «niente più dell'evasione la danneggia».

Il presidente del Consiglio ha poi parlato dell'Europa («l'Italia è lungi dal tenere comportamenti irresponsabili»), della Tobin Tax («confermo l'apertura del governo verso questo tema, ma se ne parla a livello europeo») e del rapporto tra la politica e cittadini («la mia ambizione è operare una riconciliazione»).

Infine, dopo aver ribadito l'intenzione di non candidarsi alle prossime elezioni e aver annunciato «un intervento sulla Rai», il premier Monti ha concluso con un appello agli italiani: «Siamo sempre pronti a dare la colpa ai politici, ma io singolo cittadino, noi gruppi di cittadini, stiamo facendo il nostro dovere per far crescere l'Italia come vorremmo?».

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