Concordia, salvati tre passeggeri 24 ore
dopo il naufragio

di Francesca Porta 

Continuano le operazioni di soccorso: in 15 mancano ancora all'appello

Francesca Porta

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Foto AP/LaPresse

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Aggiornamento delle ore 19: Il bilancio delle vittime si aggrava. Questo pomeriggio, infatti, i sommozzatori hanno trovato due cadaveri nella parte della nave sommersa dall'acqua. Si tratta di due anziani: l'italiano Giovanni Masia, classe 1926, e lo spagnolo Gual Guillermo, nato nel 1943. Sale così a 5 il numero delle vittime. Sono invece 15 le persone che mancano ancora all'appello.

 

A più di 24 ore dal naufragio della nave Costa Concordia vicino all'isola del Giglio, sono 17 i passeggeri che ancora mancano all'appello. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta: i vigili del fuoco stanno controllando tutta la nave, cabina per cabina, mentre i sommozzatori perlustrano il mare.

Nella notte tra sabato 14 e domenica 15 gennaio sono stati portati in salvo due superstiti: si tratta di una giovane coppia coreana in luna di miele, che era ancora a bordo della nave. Nella mattinata di domenica, inoltre, è stato ritrovato e soccorso il capo commissario di bordo, Manrico Giampetroni, che si trovava sul ponte 3, parzialmente allagato. Prima di scivolare e rimanere intrappolato con una gamba rotta, l'uomo aveva soccorso e messo in salvo molte persone.

Contando il salvataggio dei tre superstiti e l'identificazione di altri passeggeri (tra cui due giapponesi rintracciati a Roma), scende a 17 il numero delle persone che ancora non sono state rintracciate. Secondo le forze dell'ordine, la maggior parte dei dispersi sarebbe composta da membri dell'equipaggio. Il bilancio dei morti è fermo a tre (due turisti francesi, Francis Serve e Jean-Pierre Micheaud, e un marinaio peruviano, Thomas Alberto Costiglia), ma il numero potrebbe purtroppo essere ancora provvisorio. I feriti sono invece una sessantina, di cui due in gravi condizioni.

Intanto, la Procura di Grosseto ha confermato le accuse nei confronti del comandante della Concordia, Francesco Schettino, che ha passato la notte in carcere. L'uomo è accusato di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave: rischia una pena di 15 anni di reclusione per aver condotto la nave fuori rotta, a ridosso dell'isola del Giglio, e per aver abbandonato la nave senza sostenere le operazioni di soccorso.

Le cause dell'incidente non sono ancora chiare. Venerdì 13 gennaio, intorno alle 21.30, la nave della compagnia Costa Crociere stava navigando fuori rotta e ha urtato uno scoglio, procurandosi uno squarcio di 70 metri nello scafo. Ha così iniziato a imbarcare acqua e ad affondare. I 4234 passeggeri sono stati evacuati, ma molti sono caduti in acqua e alcuni si sono tuffati in mare, in preda al panico. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire le dinamiche della tragedia.

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