«Vada a bordo e coordini i soccorsi». Il capitano della
Capitaneria di Livorno, Gregorio De Falco, lo
ripete due, tre, decine di volte. A distanza di poche ore dallo
scontro della nave Costa Concordia con gli scogli, mentre centinaia
di passeggeri cercano di mettersi in salvo, De Falco è al telefono
con il comandante della nave, Francesco Schettino,
e cerca di capire qual è la situazione.
La conversazione, registrata dalla Capitaneria, è stata diffusa
quest'oggi dal Corriere Fiorentino. Nelle due telefonate
rese note, Schettino ammette di aver abbandonato la nave e il
capitano De Falco gli ordina di risalire a bordo.
«Ascolti: c'è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua.
Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave
e mi dice quante persone e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice
se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi
dice il numero di ciascuna di queste categorie» dice De
Falco. «Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal
mare ma io la porto... veramente molto male... le faccio passare
un'anima di guai. Vada a bordo, cazzo!».
Schettino risponde: «Io sto andando qua con la
lancia dei soccorsi, sono qua, non sto andando da nessuna parte,
sono qua...». E ancora: «Sto qua per coordinare i soccorsi...».
Dopo altri scambi di battute, De Falco dice:
«Lei vada a bordo, è un ordine. Lei non deve fare altre
valutazioni. Lei ha dichiarato l'abbandono nave, adesso comando io.
Lei vada a bordo! È chiaro? Non mi sente? Vada, mi chiami
direttamente da bordo. Ci sta il mio aerosoccorritore lì». [...]
«Avanti. Ci sono già dei cadaveri Schettino».
Schettino: «Quanti cadaveri ci sono?».
De Falco: «Non lo so.. Uno lo so. Uno l'ho
sentito. Me lo deve dire lei quanti ce ne sono, Cristo».
Schettino: «Ma si rende conto che è buio e qui non
vediamo nulla ...». De Falco: «E che vuole tornare
a casa Schettino? È buio e vuole tornare a casa? Salga sulla prua
della nave tramite la biscaggina e mi dica cosa si può fare, quante
persone ci sono e che bisogno hanno. Ora!».
Intanto, mentre viene diffuso l'audio della conversazione,
il comandante Schettino viene interrogato dagli
inquirenti al tribunale di Grosseto.