Camera, taglio di 1300 euro allo stipendio dei deputati

di Francesca Porta 

Varate una serie di misure volte a contenere i costi della politica

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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«Nel momento in cui si chiedono sacrifici al Paese, chi ha posizioni apicali, se vuole essere credibile, deve essere il primo a farli»: sono queste le parole con cui, ieri sera, il vicepresidente della Camera Rocco Buttiglione ha annunciato la decisione dell'Ufficio di Presidenza di ridurre lo stipendio dei deputati.

A partire da oggi, i 630 parlamentari che siedono sulle poltrone di Montecitorio guadagneranno 1300 euro lordi (700 euro netti) in meno. Ma non solo. L'Ufficio di Presidenza della Camera ha varato diverse altre misure volte a ridurre i costi della politica.

Ecco, punto per punto, i cambiamenti principali:

Pensioni: previsto il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo (come per tutti i cittadini italiani): la pensione sarà erogata dai 65 anni a chi ne avrà versati almeno cinque di contributi.

Indennità: come già detto, l'indennità di tutti i deputati sarà ridotta di 1300 euro lordi al mese.

Diaria: resta invariato il contributo di partenza, ma sarà decurtato a seconda delle assenze in aula, nelle commissioni (ordinarie, bicamerali, d'inchiesta) e nelle delegazioni internazionali.

Portaborse: il contributo da 3690 euro resta forfettario per il 50%, mentre l'altro 50% sarà erogato solo dietro presentazione di ricevute e documenti (come contratti di collaborazione, bollette, ecc...).

Indennità di carica: prevista la riduzione del 10% della cifra corrisposta ai 120 politici che, oltre a essere deputati, svolgono anche funzioni apicali (presidente della Camera, vicepresidente, segretari e presidenti di assemblee e commissioni).

 

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