«I giovani devono abituarsi all'idea che il posto fisso
a vita non esiste più. E poi, diciamolo, che
monotonia. È bello cambiare e accettare nuove sfide». Sono
queste le parole, che tanto stanno facendo discutere, usate ieri
dal premier Mario Monti durante un'intervista
negli studi di Matrix (Canale 5).
Interrogato dal conduttore Alessandro Vinci sul
tema del lavoro e sul problema della precarietà, il presidente del
Consiglio ha spiegato: «La riforma sulla quale il ministro del
Welfare Elsa Fornero e tutto il governo è ora
impegnato ha la finalità principale di ridurre il terribile
apartheid che esiste nel mercato del lavoro tra chi per
caso o per età è già dentro e chi, giovane, fa una terribile fatica
a entrare oppure entra in condizioni precarie».
Per far questo, dunque, occorre che «l'articolo 18 non
sia un tabù. Può essere pernicioso per lo sviluppo
dell'Italia e dei giovani in certi contesti, e abbastanza
accettabile in altri contesti».
Cosa ci aspetta, allora, per il futuro? Secondo Monti, bisogna
pensare a un mondo del lavoro completamente
diverso, in cui sia più facile assumere e più semplice
anche licenziare. Come accade, ad esempio, negli Stati Uniti.
Tu cosa ne pensi? Il posto fisso è monotono? Ti
piacerebbe poter cambiare posto di lavoro con più facilità?