Monti: «Il posto fisso è monotono». Sei d'accordo?

di Francesca Porta 

Il premier, durante la trasmissione Matrix, ha parlato di giovani e lavoro

Francesca Porta

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«I giovani devono abituarsi all'idea che il posto fisso a vita non esiste più. E poi, diciamolo, che monotonia. È bello cambiare e accettare nuove sfide». Sono queste le parole, che tanto stanno facendo discutere, usate ieri dal premier Mario Monti durante un'intervista negli studi di Matrix (Canale 5).

Interrogato dal conduttore Alessandro Vinci sul tema del lavoro e sul problema della precarietà, il presidente del Consiglio ha spiegato: «La riforma sulla quale il ministro del Welfare Elsa Fornero e tutto il governo è ora impegnato ha la finalità principale di ridurre il terribile apartheid che esiste nel mercato del lavoro tra chi per caso o per età è già dentro e chi, giovane, fa una terribile fatica a entrare oppure entra in condizioni precarie».

Per far questo, dunque, occorre che «l'articolo 18 non sia un tabù. Può essere pernicioso per lo sviluppo dell'Italia e dei giovani in certi contesti, e abbastanza accettabile in altri contesti».

Cosa ci aspetta, allora, per il futuro? Secondo Monti, bisogna pensare a un mondo del lavoro completamente diverso, in cui sia più facile assumere e più semplice anche licenziare. Come accade, ad esempio, negli Stati Uniti.

Tu cosa ne pensi? Il posto fisso è monotono? Ti piacerebbe poter cambiare posto di lavoro con più facilità?

 

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