«Il relitto non sarà smontato in più tronconi. Sarà
rimosso nella sua interezza». Ad annunciarlo, nel
pomeriggio di giovedì 2 febbraio, è stato il commissario per
l'emergenza Franco Gabrielli. Seduto di fronte ai
rappresentanti del comitato degli abitanti del Giglio, il capo
della Protezione Civile ha spiegato che «la società Costa
ha già interessato 10 società mondiali per rimuovere lo
scafo nella maniera intera».
Queste aziende, tra cui c'è anche la Smit Salvage (la società
che si occuperà dell'estrazione del carburante), sono specializzate
in operazioni marittime e presenteranno ciascuna un
progetto per la rimozione della nave Concordia, naufragata
il 13 gennaio. Si tratterà di una vera e propria gara d'appalto,
che dovrà concludersi in tempi brevissimi: nei primi giorni
di marzo, infatti, tutti i progetti dovranno essere
presentati al comitato della Costa Crociere, che sceglierà il
migliore basandosi su diversi criteri (tra cui la tempistica e la
salvaguardia ambientale).
Intanto, questa mattina sono riprese le ricerche nella parte
emersa della nave (il maltempo rende ancora troppo pericoloso
ricominciare le operazioni nella parte immersa): i soccorritori
cercano i corpi delle 15 persone che ancora mancano
all'appello. Il bilancio delle vittime accertate è fermo a
quota 17.
I pm della Procura di Grosseto, invece, portano avanti le
indagini sul naufragio: dopo aver interrogato Domnica
Cemortan, la giovane moldava che era in plancia di comando
insieme a Francesco Schettino, gli inquirenti stanno ora cercando
di far luce su una telefonata arrivata alla Guardia
Costiera il giorno dopo l'incidente.
Secondo quanto riportato oggi da Corrierefiorentino.it, infatti, un
uomo avrebbe telefonato alle autorità denunciando la presenza a
bordo della Concordia di un gruppo di ragazzi minorenni (tra i 13 e
i 16 anni) che lavoravano in nero come facchini e che
dormivano nella stiva. Se l'ipotesi fosse vera, il numero
dei dispersi potrebbe essere molto più alto di quello
ufficiale.
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