Concordia, Gabrielli: «Il relitto sarà rimosso intero»

di Francesca Porta 03 febbraio 2012

La Costa ha predisposto una gara d'appalto per scegliere la società che si occuperà della rimozione della Concordia

Francesca Porta

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Foto LaPresse

«Il relitto non sarà smontato in più tronconi. Sarà rimosso nella sua interezza». Ad annunciarlo, nel pomeriggio di giovedì 2 febbraio, è stato il commissario per l'emergenza Franco Gabrielli. Seduto di fronte ai rappresentanti del comitato degli abitanti del Giglio, il capo della Protezione Civile ha spiegato che «la società Costa ha già interessato 10 società mondiali per rimuovere lo scafo nella maniera intera».

Queste aziende, tra cui c'è anche la Smit Salvage (la società che si occuperà dell'estrazione del carburante), sono specializzate in operazioni marittime e presenteranno ciascuna un progetto per la rimozione della nave Concordia, naufragata il 13 gennaio. Si tratterà di una vera e propria gara d'appalto, che dovrà concludersi in tempi brevissimi: nei primi giorni di marzo, infatti, tutti i progetti dovranno essere presentati al comitato della Costa Crociere, che sceglierà il migliore basandosi su diversi criteri (tra cui la tempistica e la salvaguardia ambientale).

Intanto, questa mattina sono riprese le ricerche nella parte emersa della nave (il maltempo rende ancora troppo pericoloso ricominciare le operazioni nella parte immersa): i soccorritori cercano i corpi delle 15 persone che ancora mancano all'appello. Il bilancio delle vittime accertate è fermo a quota 17.

I pm della Procura di Grosseto, invece, portano avanti le indagini sul naufragio: dopo aver interrogato Domnica Cemortan, la giovane moldava che era in plancia di comando insieme a Francesco Schettino, gli inquirenti stanno ora cercando di far luce su una telefonata arrivata alla Guardia Costiera il giorno dopo l'incidente.

Secondo quanto riportato oggi da Corrierefiorentino.it, infatti, un uomo avrebbe telefonato alle autorità denunciando la presenza a bordo della Concordia di un gruppo di ragazzi minorenni (tra i 13 e i 16 anni) che lavoravano in nero come facchini e che dormivano nella stiva. Se l'ipotesi fosse vera, il numero dei dispersi potrebbe essere molto più alto di quello ufficiale.

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