Eternit, condannati
a 16 anni
i magnati dell'amianto

di Francesca Porta 

Schmidheiny e De Cartier sono colpevoli di disastro doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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L'amianto uccide. Non è un'ipotesi, nè un'eventualità. È una certezza. L'amianto uccide e ha ucciso, solo in Italia, migliaia di persone. E non si è trattato di morti accidentali, ma di vere e proprie vittime, uccise dal "polverino", che ieri hanno ottenuto giustizia.

A otto anni dall'inizio dell'inchiesta e a tre dall'apertura del processo, infatti, lunedì 13 febbraio, a Torino, il giudice Giuseppe Casalbore ha letto una sentenza storica: il magnate svizzero Ernest Stephan Schmidheiny (65 anni) e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cattier De Marchienne (91 anni), ai vertici dell'azienda Eternit per diversi anni, sono stati riconosciuti colpevoli di disastro doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche e condannati a 16 anni di carcere. Per i parenti delle vittime e le varie parti civili, previsti maxi-risarcimenti da 95 milioni di euro.

Secondo i giudici, i due magnati dell'azienda svizzera dell'amianto sono sempre stati a conoscenza della pericolosità dell'Eternit e nonostante ciò non si sono mai preoccupati della salute delle migliaia di persone che lavoravano nelle fabbriche di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Napoli-Bagnoli. E anche della sicurezza di tutte le persone residenti nei pressi degli stabilimenti, che per anni hanno respirato un'aria contaminata dalla pericolosa polvere bianca.

Oltre alla condanna al carcere per i suoi due magnati, Eternit sarà obbligata a risarcire le parti civili (dai familiari delle vittime alla Regione Piemonte) per un totale di 80 milioni di euro: 25 milioni andranno alla città di Casale, dove l'amianto ha ucciso oltre 1600 persone, mentre i familiari hanno ottenuto tra i 30 e i 35 mila euro ciascuno, e potranno iniziare una nuova causa per ottenere altri risarcimenti.

«È una decisione storica e anche un messaggio al mondo», ha dichiarato il ministro della Salute Renato Balduzzi. Il procuratore capo del pool che ha condotto l'inchiesta Eternit, Raffaele Guariniello, ha esclamato: «Questa sentenza dimostra che avere giustizia è possibile».

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