Istat: lavoro e stipendi,
penalizzati giovani e donne

di Francesca Porta 

L'ultimo Rapporto sulla coesione sociale fotografa un'Italia in cui le donne faticano ad affermarsi

Francesca Porta

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Foto Corbis Images

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Che i più penalizzati dalla crisi fossero le donne e giovani lo sapevamo già. Quello che non sapevamo, e che oggi colpisce, sono i dati ufficiali della situazione, pubblicati nero su bianco dall'ultimo Rapporto sulla coesione sociale di Istat, Inps e ministero del Lavoro.

Secondo il documento, nel 2011 il tasso di disoccupazione giovanile è al 27,4%, che sale al 44% se riferito alle donne residenti nel Mezzogiorno. Chi è occupato, invece, nel 76,3% dei casi ha un contratto precario (a termine o di collaborazione).

La situazione è ancora peggiore per le donne, che in media percepiscono, a parità di posizione, uno stipendio inferiore del 20% al collega uomo. E che, per di più, si devono occupare del lavoro familiare: nel 71,3% dei casi, infatti, è sulla donna che grava la cura dei figli e della casa, rendendo così ancora più difficile conciliare la vita privata con quella lavorativa. Sempre secondo i dati Istat, le donne (tra l'ufficio e la casa) lavorano un'ora e 3 minuti in più del partner, ma la forbice si apre fino a un'ora e 15 minuti per le donne con figli.

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