Roma 2020: il governo dice no alle Olimpiadi

di Francesca Porta 

Monti: «In questo momento non sarebbe coerente impegnare l'Italia in questo tipo di garanzia, che potrebbe mettere a rischio denari dei contribuenti»

Francesca Porta

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Il sogno olimpico di Roma si è infranto contro la politica di rigore del governo. Quest'oggi, dopo aver attentamente valutato il progetto, il presidente del Consiglio Mario Monti ha infatti comunicato che non firmerà la garanzia finanziaria richiesta dal Comitato Olimpico Internazionale (Cio) per candidare la capitale italiana come sede delle Olimpiadi del 2020.

La decisione era già nell'aria, ma fino ad oggi il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente del Comitato organizzatore Mario Pescante e il presidente del Coni Petrucci nutrivano ancora qualche speranza. Ora, invece, la posizione dell'esecutivo è chiara: «Siamo arrivati alla conclusione unanime che il governo non ritiene che sarebbe responsabile nelle attuali condizioni dell'Italia assumere un impegno di garanzia», ha infatti dichiarato Mario Monti.

«Abbiamo esaminato il progetto con grande attenzione, sia nelle sue parti generali sia nella molto approfondita analisi economica che lo ha accompagnato. Desideriamo esprimere grande condivisione delle linee di questo progetto e abbiamo veramente ammirato in Consiglio dei Ministri i vari motivi di interesse di questo progetto», ha dunque continuato il premier. «L'Italia può e deve avere mete ambiziose. Il nostro governo è concentrato anche sulla crescita, non solo sul rigore, ma in questo momento non pensiamo che sarebbe coerente impegnare l'Italia in questo tipo di garanzia che potrebbe mettere a rischio denari dei contribuenti».

Insomma, in una situazione economica come quella che stiamo vivendo, il premier non ritiene che «sia il caso di correre rischi» destinando soldi ai giochi olimpici. «Dobbiamo responsabilmente guidare l'Italia», ha concluso il premier. «In questo senso, non ci sentiamo di prendere un impegno finanziario che potrebbe gravare sull'Italia in misura imprevedibile nei prossimi anni.

Non tutti, però, la pensano allo stesso modo: se, infatti, il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha parlato di «una decisione ponderata e responsabile», il sindaco di Roma Alemanno ha invece avuto una reazione più negativa, tanto da far circolare voci (già prontamente smentite) sulle sue dimissioni. Anche diversi esponenti del Pdl, tra i quali Fabrizio Cicchitto, hanno espresso la loro contrarietà: «Reputo che la rinuncia a sostenere la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 sia un grave errore. Sappiamo benissimo che le Olimpiadi a seconda di come sono impostate e poi gestite possono essere un fattore di sviluppo o invece di dissipazione di risorse. A nostro avviso esistevano tutte le condizioni perché si verificasse la prima di queste due ipotesi».

E tu cosa ne pensi? Credi che candidare Roma alle Olimpiadi sarebbe stato un rischio oppure che avrebbe potuto rappresentare un'occasione di sviluppo?

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