Chiesa e Ici: Monti annuncia un emendamento

di Francesca Porta 

Il governo intende esentare dall'imposta solo gli edifici ecclesiastici totalmente non commerciali

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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La Chiesa pagherà l'Ici su tutti gli edifici in cui si svolgono attività commerciali. Ad annunciarlo, ieri, alla vigilia delle celebrazioni dell'anniversario dei Patti Lateranensi, è stato un comunicato ufficiale di Palazzo Chigi.

Nella nota, pubblicata in risposta alle richieste del Vice Presidente della Commissione Europea Joaquin Almunia, il premier Mario Monti ha annunciato l'intenzione di presentare in Parlamento un emendamento che chiarisca le regole in merito alle esenzioni dall'imposta sugli immobili di cui gode la Chiesa.

Al momento, infatti, la Chiesa ha diritto all'esenzione del pagamento dell'Ici per tutti quegli edifici che hanno al loro interno una struttura religiosa (una chiesa o una cappella). Questo significa, dunque, che anche le scuole, gli ospedali e le strutture sportive o turistiche di proprietà ecclesiale sono esenti dall'imposta nel caso in cui abbiano al loro interno un luogo deputato al culto.

L'intenzione del governo Monti è proprio quella di cambiare questa regola: secondo quanto annunciato, la Chiesa avrà diritto all'esenzione solo nel caso di edifici totalmente non commerciali come chiese, parrocchie, oratori, mense dei poveri e strutture no profit. Per quanto riguarda gli edifici parzialmente commerciali, l'esenzione sarà limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l'attività di natura non commerciale: in un ospedale o una scuola, dunque, sarà tolto dal calcolo della tassa la parte della struttura dove non si svolgono attività commerciali, mentre su tutto il resto l'Ici dovrà essere pagato.

L'emendamento sarà probabilmente tra i punti che oggi verranno toccati dal presidente del Consiglio nell'incontro, a Palazzo Borromeo, con il cardinale Angelo Bagnasco durante le celebrazioni per l'anniversario dei Patti Lateranensi. Da parte sua, il presidente della Cei ha più volte ribadito la disponibilità della Conferenza Episcopale ad accogliere «ogni intervento con la massima attenzione e senso di responsabilità» purchè «sia riconosciuto e tenuto nel debito conto il valore sociale del vasto mondo del no profit».

E voi cosa ne pensate? Siete d'accordo con la proposta del premier Monti o avete qualche obiezione da sollevare?

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