Processo Mills, Berlusconi: «Vogliono distruggermi»

di Francesca Porta 

L'ex premier scrive una lettera a Il Giornale in cui parla del procedimento che lo vede accusato di corruzione in atti giudiziari

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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«Vogliono distruggere fino in fondo la immagine di uomo, di imprenditore e di politico»: sono queste le parole (estremamente chiare) con cui Silvio Berlusconi ha oggi commentato le ultime fasi del processo Mills. Dopo l'udienza di ieri, in cui il pm di Milano Fabio De Pasquale ha chiesto di condannare l'ex premier a 5 anni di carcere per il reato di corruzione in atti giudiziari, Berlusconi ha deciso di scrivere una lettera al quotidiano Il Giornale.

«Ho la coscienza di aver servito in questi anni con tutte le mie forze il mio Paese, e ne sono ripagato con un accanimento da parte di alcuni magistrati di Milano che non ha eguali nella storia», ha scritto Berlusconi. «Solo io posso sapere quanto male ho subito e continuo a subire per avere scelto la strada dell'impegno politico. Al termine di una vita di lavoro indefesso sia nella mia professione di imprenditore e poi in politica, sono trattato peggio di un delinquente, con accuse che non trovano corrispondenza nei fatti e che sono state smentite nel corso del processo dibattimentale».

Non è della stessa opinione, ovviamente, De Pasquale, secondo il quale la difesa dell'ex presidente del Consiglio «è ferma al 2006, sono passati sei anni e tre sentenze ma per loro non è cambiato niente, la loro tesi di estraneità è basata su documenti falsi o falsificati». Secondo il pm, inoltre, il processo dovrebbe cadere in prescrizione tra il 3 maggio e metà luglio 2012, non prima. Questo potrebbe significare che i giudici avrebbero il tempo necessario a proclamare la sentenza.

Intanto, continua anche il processo Ruby (la Consulta ha infatti deciso di respingere il conflitto di attribuzione alla Camera) ed è di oggi la notizia della richiesta, da parte della procura di Roma, del rinvio a giudizio dell'ex premier per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi. L'inchiesta è una "costola" del procedimento Mediatrade e i reati contestati sono evasione fiscale e violazione delle norme tributarie.

«Spero ancora che giudici integerrimi e devoti unicamente alla legge e alla verità decidano in piena coscienza e nel pieno rispetto della realtà dei fatti», ha infine concluso Berlusconi nella sua lettera.

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