No Tav, Monti: «Non tollereremo più violenze»

di Francesca Porta 

Continuano le proteste in Val di Susa. L'A32 è rimasta bloccata fino a mezzanotte

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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Aggiornamento delle ore 21. Dopo un Consiglio dei ministri convocato d'emergenza, il premier Mario Monti ha chiarato la posizione dell'esecutivo in merito alla Tav Torino-Lione: «Il governo ha deciso di confermare con piena convinzione il proprio impegno per la realizzazione dell'opera. Nei giorni scorsi ci sono state manifestazioni di protesta con forme di violenza: la libertà di espressione del pensiero è un bene fondamentale ma non saranno consentite forme di illegalità. Sarà contrastata ogni forma di violenza. Siamo impegnati in tutti i campi a superare blocchi e resistenze, anche legittimi, che vengono da categorie particolari e che noi abbiamo il dovere di superare. E anche questo blocco di una grande opera è da vedere in quest'ottica».

 

La protesta del movimento No Tav non sembra destinata a placarsi. Dopo quattro giorni di presidi e alcuni scontri con le forze dell'ordine, ieri sera i manifestanti sono tornati a bloccare l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia all'altezza dello svincolo di Chianocco.

I No Tav hanno occupato la strada intorno alle 21.30 e hanno acceso un grosso falò, con fiamme alte tre metri (un escavatore della Sitaf è andato in fiamme). Intorno alle 23, i leader dei movimenti hanno dichiarato conclusa la manifestazione e la maggior parte degli attivisti ha liberato la carreggiata. Non tutti, però, hanno seguito le disposizioni: una parte del gruppo è rimasto in autostrada più a lungo.

Sono quindi stati registrati episodi di violenza: una troupe di Rai3 è stata aggredita mentre smontava l'attrezzatura. Per fortuna gli operatori non sono feriti: il bilancio dell'aggressione si limita alla distruzione di una telecamera.

Oltre che in Val di Susa, i No Tav hanno inscenato manifestazioni e presidi in diverse città italiane: ieri, a Roma, è stata occupata per alcune ore la sede centrale del Partito Democratico, mentre questa mattina un gruppo di attivisti ha protestato nella stazione di Milano-Rogoredo. Altri episodi di blocchi e proteste si sono verificati a Bologna, Genova, Napoli, Trieste, Bergamo e in moltissime altre città del Paese.

La situazione è tesa e il presidente del Consiglio Mario Monti, di ritorno da Bruxelles, ha convocato un vertice di emergenza per discutere il da farsi. Il Consiglio dei Ministri si riunità nel pomeriggio a Palazzo Chigi per verificare lo stato di avanzamento dei lavori per l'asse ferroviario Torino-Lione e per parlare delle misure di sicurezza.

Intanto, i medici dell'ospedale Cto di Torino hanno dichiarato fuori pericolo Luca Abbà , il leader del movimento No Tav che lunedì è caduto da un traliccio dell'alta tensione dopo aver preso la scossa. «Abbà è stato sottoposto a un intervento di chirurgia plastica muscolare al fine di ridurre le conseguenze della scarica elettrica», ha dichiarato il dottor Maurizio Berardino, direttore della rianimazione dell'ospedale. «Il quadro generale ha confermato la tendenza al miglioramento della funzione renale e respiratoria. La folgorazione ha interessato soprattutto il braccio destro, danneggiando muscoli e nervi, e la gamba destra, che invece ha riportato solo danni muscolari».

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