Strage di via D'Amelio, quattro arresti

di Francesca Porta 

La Dia ha eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare. Emersi nuovi particolari sulla strage in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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Era il 19 luglio 1992 quando Paolo Borsellino fu ucciso dall'esplosione di una Fiat 126 imbottita di tritolo. Il giudice si era recato in visita dalla madre, che abitava in via D'Amelio, a Palermo. L'esplosione fu così violenta da uccidere anche cinque agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Erano passati solo 57 giorni dall'uccisione del suo amico e collega Giovanni Falcone.

Oggi, a quasi 20 anni di distanza da quel giorno, la Dia ha eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare. Una è stata notificata al boss mafioso Salvatore Madonia, accusato di essere uno dei mandanti della strage, una a Vittorio Tutino, accusato di aver effettuato, assieme al pentito Gabriele Spatuzza, il furto della Fiat 126 utilizzata per l'esplosione e una a Salvatore Vitale, accusato di aver procurato l'esplosivo e i congegni elettronici per l'autobomba e per aver fatto da talpa agli stragisti. Tutti e tre si trovano già in carcere. L'unico in libertà e Calogero Pulci, il pentito accusato di falsa testimonianza a cui è stata notificata la quarta ordinanza.

Le quattro ordinanze scaturiscono dalla nuova inchiesta aperta dalla Procura di Caltanissetta con l'intenzione di fare una revisione delle indagini condotte fino ad ora sull'uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta. Secondo quanto emerso, il giudice venne ucciso dalla mafia perchè percepito dal boss di Cosa Nostra Totò Riina come «un ostacolo» alla trattativa che stava conducendo con le istituzioni.

«La tempistica della strage è stata certamente influenzata dall'esistenza e dalla evoluzione della così detta trattativa tra uomini delle istituzioni e Cosa Nostra», è scritto negli atti della Procura. «Dalle indagini è risultato che il 28 giugno del 1992 il dottor Borsellino era stato informato della trattativa». L'ipotesi è dunque che, una volta venuto a conoscenza della trattativa, Paolo Borsellino fu percepito come un ostacolo, e quindi ucciso.

 

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