«Battaglia di Anghiari», emerse tracce del capolavoro perduto di Leonardo

di Francesca Porta 

L'affresco potrebbe trovarsi su una parete di Palazzo Vecchio, a Firenze, dietro un dipinto del Vasari

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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Erano i primi anni del '500 quando il gonfaloniere Pier Soderini affidò a Leonardo Da Vinci il compito di celebrare con un affresco la vittoria di Firenze su Milano nella battaglia di Anghiari (1440). Il celebre pittore si mise subito al lavoro, ma, in base a quanto si apprende dalla storia, il dipinto non fu mai ultimato. Anzi, scomparve nel nulla.

Nessuno sa cosa accade, ma della «Battaglia di Anghiari» non si ebbe più traccia. L'affresco passò alla storia come "il capolavoro perduto" di Leonardo. Nel corso dei secoli sono stati moltissimi i tentativi fatti per ritrovarlo, ma nessuno era ancora riuscito a trovare qualche indizio. Almeno, fino a questo momento.

Lunedì 12 marzo, infatti, a Firenze, il professor Maurizio Seracini, docente dell'Università di San Diego (California), ha annunciato una clamorosa scoperta del suo team di ricercatori: su una parete di Palazzo Vecchio, dietro l'affresco di Giorgio Vasari «La battaglia di Marciano», ci sono tracce di un affresco che potrebbe essere la «Battaglia di Anghiari».

Introducendo delle sonde endoscopiche nelle crepe del muro dov'è dipinto l'affresco del Vasari, infatti, i ricercatori hanno scoperto una intercapedine e una parete sottostante, dove hanno trovato tracce di uno strato di colore beige steso con un pennello e frammenti di materiale rosso riconducibili a un dipinto. E, soprattutto, è stato trovato un pigmento nero tipicamente utilizzato da Leonardo, ad esempio ne «La Gioconda» e nel «San Giovanni Battista».

Dietro l'affresco del Vasari, dunque, potrebbe esserci il celebre capolavoro perduto. «Siamo ancora nelle fasi preliminari della ricerca», ha dichiarato Seracini, che guida il team della ricerca finanziata da National Geographic. «Ma questi dati sono molto incoraggianti, le prove dimostrano che stiamo cercando nel posto giusto».

 

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