Cassazione: «Le coppie gay hanno diritto alla vita familiare»

di Francesca Porta 

Nichi Vendola: «Sentenza storica». Carlo Giovanardi: «I giudici travalicano il loro ruolo». E tu cosa ne pensi?

Francesca Porta

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Le coppie gay dovrebbero avere gli stessi diritti delle coppie sposate. Non possono unirsi in matrimonio, è vero, ma ciò non significa che non abbiano diritto alla «vita familiare». È questa l'opinione (scritta nero su bianco in una sentenza) espressa ieri dalla Corte di Cassazione.

I magistrati, infatti, sono stati chiamati a decidere sul caso di una coppia di uomini, Antonio Garrulo e Mario Ottocento, che si sono sposati nel 2002 in Olanda e che hanno chiesto al proprio comune di residenza (Latina) la trascrizione del certificato di matrimonio.

L'anagrafe l'ha ovviamente negato, non essendo legale in Italia l'unione tra due persone omosessuali, così i due hanno fatto ricorso in Tribunale e alla Corte d'Appello. Entrambe le volte Antonio e Marco hanno ricevuto una risposta negativa, così di sono rivolti alla Cassazione, che ieri ha preso una decisione.

Secondo i magistrati, il ricorso della coppia va respinto, perché la legge italiana non consente di «far valere il diritto a contrarre matrimonio, nè il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all'estero».

Ma nel testo della sentenza si legge anche: «Questa intrascrivibilità delle unioni omosessuali dipende non più dalla loro "inesistenza" e neppure dalla loro invalidità, ma dalla loro inidoneità a produrre quali atti di matrimonio, appunto, qualsiasi oggetto giuridico nell'ordinamento italiano». E ancora: «Ciò non toglie che» le coppie omosessuali abbiano «diritto alla vita familiare e a vivere liberamente una condizione di coppia», con la possibilità, in presenza di «specifiche situazioni», di un «trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata».

Quali sono queste «specifiche situazioni»? La Cassazione non le esplicita, ma l'elenco lo conosciamo tutti: quando uno dei due è in ospedale, quando si chiede un mutuo, quando si eredita, quando si deve riconoscere la reversibilità della pensione. Quando, ed è uno dei punti più discussi dall'opinione pubblica, si vuole adottare un bambino.

Come spesso accade in questi casi, la sentenza della Corte ha suscitato reazioni diametralmente opposte: secondo il leader di Sel Nichi Vendola, si tratta di una «sentenza storica» e di una «lezione di civiltà», mentre per l'ex ministro Carlo Giovanardi i magistrati «ancora una volta hanno travalicato il loro ruolo».

E tu cosa ne pensi? Sei d'accordo con quanto affermato dalla Corte di Cassazione?

 

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