Riforma del lavoro, oggi l'incontro decisivo

di Francesca Porta 

Questo pomeriggio il governo incontra i sindacati e le parti datoriali. Il presidente Napolitano: «Sarebbe grave se mancasse l'accordo»

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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Il momento tanto atteso è arrivato. Dopo quasi due mesi di trattativa, questo pomeriggio è in corso un incontro ufficiale tra il governo e le parti sociali a Palazzo Chigi con l'intento di arrivare a un accordo sulla riforma del lavoro. Al vertice partecipano il premier Mario Monti, il ministro del Welfare Elsa Fornero, il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, i rappresentanti dei sindacati dei lavoratori e quelli di Confindustria e delle parti datoriali.

Su tutti loro pesa il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ieri, rivolgendosi a tutte le parti, ha dichiarato: «Sarebbe grave la mancanza di un accordo cui le parti diano saldamente il loro contributo». È importante, dunque, che i sindacati cerchino di avvicinare le loro posizioni, ma anche che il governo continui a «trattare fino all'ultimo istante utile».

>>La riforma del lavoro punto per punto

Dopo essere così intervenuto nel dibattito, Napolitano ha convocato al Quirinale il presidente del Consiglio Monti e il ministro Fornero per essere aggiornato sulla situazione. E se non è dato sapere cosa si siano detti, una cosa è certa: non appena concluso il vertice con il Capo dello Stato, Elsa Fornero ha convocato i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl in un incontro notturno nel tentativo di fare dei passi avanti prima dell'appuntamento di questo pomeriggio.

Con lo stesso obiettivo è stato organizzato per questa mattina un nuovo incontro tra il governo e le parti sociali nella sala degli Arazzi di Palazzo Chigi. Si tratterebbe di una riunione informale, utile a chiarire i diversi punti di vista prima del vertice ufficiale delle ore 15.30 e a discutere il punto più controverso, quello sull'articolo 18.

I sindacati, infatti, vorrebbero lasciare l'articolo 18 invariato, mentre il governo, in accordo con la Confindustria, propone di mantenere il reintegro automatico nel posto di lavoro per i licenziamenti discriminatori senza giusta causa, l'indennizzo (senza reintegro) per licenziamenti legati a motivazioni economiche e il ricorso al giudice per i licenziamenti disciplinari.

Ora è arrivato il momento della decisione. Il ministro Corrado Passera è ottimista: «Siamo all'ultimo miglio, sono sicuro che l'accordo sia alla nostra portata». Che sia l'ultimo miglio è probabilmente vero, ma di certo è un miglio in salita.

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