Riforma del lavoro, oggi il primo via libera

di Francesca Porta 

Il testo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Napolitano: «Non credo che stiamo aprendo le porte a una valanga di licenziamenti facili»

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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Aggiornamento delle ore 17.30: il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma Fornero del mercato del lavoro «salvo intese» (è una formula utilizzata quando il testo è ancora da limare). Ora il testo dovrà passare dal Parlamento in qualità di disegno di legge (scartata dunque l'opzione del decreto e anche quella della legge delega).

 

Il tempo della trattativa è finito. Dopo due mesi di confronti e una settimana alquanto tesa, la riforma del lavoro arriva oggi sul tavolo del Consiglio dei Ministri, dove sarà discussa e approvata «salvo intese», con una formula che si utilizza per i testi ancora da limare. Poi dovrà passare dal Parlamento, probabilmente sottoforma di legge delega.

Ed è lì che la aspetta Pierluigi Bersani. Il segretario del Partito Democratico, contrario alla revisione dell'articolo 18 per quanto riguarda i licenziamenti per motivi economici, ha infatti dichiarato: «Il Pd si prenderà la briga e la responsabilità di trovare una strada per cambiare, per andare avanti, non indietro». Con lui la Cgil, che per prima si è opposta con forza alla modifica dell'articolo dello Statuto dei lavoratori, e da ieri anche la Cisl.

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Il dubbio dei sindacati e del Pd è che il licenziamento per motivi economici (per cui sarà previsto solo un indennizzo, non più il reintegro sul posto di lavoro) possa essere usato dalle aziende per licenziare più facilmente.

A questo proposito, ieri il premier Mario Monti ha dichiarato: «Sull'articolo 18 abbiamo percepito una diffusa preoccupazione e cioè che il binario dei licenziamenti economici possa essere abusato con aspetti di discriminazione. Il governo si impegna, garantendo massima attenzione alla stesura del testo, affinchè questo rischio non si verifichi».

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Questo non significa che l'esecutivo cambierà idea sulla necessità di modificare la normativa (tanto che ieri il ministro del Welfare Elsa Fornero ha chiarito che non ci sarà «nessuna marcia indietro»), ma le parole del premier hanno aperto uno spiraglio di speranza per tutti coloro che temono l'abuso del licenziamento per motivi economici.

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Ma le parole più rassicuranti sono state quelle pronunciate questa mattina dal presidente della Repubblica: «Non credo che stiamo per aprire le porte a una valanga di licenziamenti facili sulla base della modifica dell'articolo 18, anche perchè bisogna sapere a cosa si riferisce l'articolo 18», ha detto Giorgio Napolitano. «I problemi più drammatici sono le crisi aziendali, le aziende che chiudono, i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro per il crollo di determinate attività produttive».

«Ci sarà una discussione in Parlamento», ha concluso il Capo dello Stato. «Si confronteranno preoccupazioni e proposte e sono convinto che si arriverà a un risultato di cui si potranno riconoscere meriti e validità».

 

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