Napolitano: «Basta giovani precari e sfruttati»

di Francesca Porta 

Il presidente della Repubblica, in una lettera all'Ugl,torna sul tema della riforma del lavoro. Proprio nel giorno in cui, a Verona, un giovane operaio si è dato fuoco per disperazione

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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A quasi una settimana dalla chiusura delle trattative sulla riforma del lavoro, non si placa la polemica attorno alle misure proposte dal governo Monti e dal ministro del Welfare Elsa Fornero. La Cgil di Susanna Camusso chiede all'esecutivo di ripensare la proposta di modifica all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per evitare un aumento di licenziamenti facili. Insieme al sindacato, anche il Pd ha espresso l'intenzione di ridiscutere questo punto della riforma in Parlamento.

>>Articolo 18, perché la Cgil è contraria alla proposta del governo

Da parte sua, l'esecutivo sembra sicuro di proseguire per la sua strada. Il premier Mario Monti, in viaggio in Asia, ha dichiarato: «Questo governo sta godendo un alto consenso nei sondaggi, i partiti no». Ma, nonostante la presunta sicurezza, il clima è davvero teso, tanto che il governo starebbe pensando all'eventualità di porre la fiducia sulla riforma del mercato del lavoro.

>>La riforma del lavoro punto per punto

Tra le tante polemiche e discussioni, però, due episodi oggi si sono stagliati al di sopra della confusione delle voci: il primo è il gesto di disperazione di un operaio edile di 27 anni, da quattro mesi senza stipendio e senza fissa dimora, che questa mattina si è dato fuoco nella piazza antistante l'arena di Verona. L'uomo, di origine marocchina, è ora ricoverato in condizioni gravissime in ospedale.

Il secondo episodio è invece la lettera inviata dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano all'Ugl. Nella missiva, le parole del presidente della Repubblica sembrano ergersi al di sopra di tutte le altre in un appello alla collaborazione rivolto a tutte le parti. «È indispensabile che le parti sociali contribuiscano a sviluppare un confronto aperto e costruttivo sulle soluzioni da perseguire, con forte spirito unitario», ha scritto Napolitano.

«Non vi è dubbio che nell'attuale fase economica l'impegno delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali deve innanzitutto essere volto a contrastare la piaga della disoccupazione, che colpisce in primo luogo donne e giovani».

Il presidente ha poi concluso: «Le giovani generazioni, sulle quali grava già un debito pubblico che tende a diventare un fardello insopportabile, devono poter accedere al mercato del lavoro in modo che non siano penalizzate da ingiustificate precarietà o da forme inammissibili di sfruttamento».

 

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