Lega, pm: «Soldi pubblici distratti per sostenere la famiglia Bossi»

di Francesca Porta 

Le ipotesi di reato sono appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato. Maroni: «Cogliere l'occasione per fare pulizia»

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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Questa mattina la sede della Lega Nord di via Bellerio, a Milano, è stata invasa dai carabinieri e dagli uomini della Guardia di Finanza. Accompagnati dal pm napoletano Henry John Woodcock, gli agenti hanno perquisito gli uffici del tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito, per acquisire alcuni documenti.

Si apprende così che Belsito (insieme a Paolo Scala e Stefano Bonet) è indagato dalla Procura per le ipotesi di reato di appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato. Si tratta di un'inchiesta condotta in maniera congiunta dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria: secondo i tre uffici giudiziari, Belsito potrebbe aver sottratto al partito parte dei finanziamenti pubblici percepiti come rimborsi elettorali.

Secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione, il tesoriere della Lega avrebbe distratto soldi pubblici «per sostenere i costi della famiglia Bossi». Nel documento si parla di «esborsi effettuati per esigenze personali di familiari del leader della Lega Nord, esborsi in contante o con assegni circolari o attraverso contratti simulati. Tali atti di disposizione, in ipotesi non riconducibili agli interessi del partito e contrari ai suoi vincoli statutari, hanno carattere appropriativo».

Ma non solo. Belsito sarebbe indagato anche in merito ai tanto chiacchierati investimenti della Lega Nord in Tanzania e a Cipro. La Procura di Reggio Calabria, inoltre, aggiunge alle prime due una terza ipotesi di reato: riciclaggio. Secondo gli inquirenti, infatti, Belsito sarebbe stato legato a un intermediario ligure che a sua volta era a stretto contatto con alcuni esponenti della cosca De Stefano di Reggio.

Nessun commento sulla vicenda è arrivato per ora dal leader del Carroccio Umberto Bossi. A parlare è stato invece Roberto Maroni, che ha auspicato «un passo indietro» del tesoriere.

«Queste cose fanno male alla Lega e ai suoi militanti», ha dichiarato l'ex ministro dell'Interno. «È il momento di cogliere questa occasione per fare pulizia. La Lega risulta essere parte lesa, e questa è una buona notizia. È il momento di fare un'operazione di trasparenza e mettere le persone giuste al posto giusto».

 

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