Addio a Miriam Mafai

di Francesca Porta 

La celebre giornalista e scrittrice è morta ieri a Roma. Aveva 86 anni

Francesca Porta

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Miriam Mafai - Foto LaPresse

Miriam Mafai - Foto LaPresse

Il mondo del giornalismo italiano piange oggi la scomparsa di una delle sue penne più brillanti. Ieri, lunedì 9 aprile, è infatti morta a Roma la celebre giornalista Miriam Mafai. Aveva 86 anni.

Nata a Firenze nel 1926, figlia degli artisti Maio Mafai e Antonietta Raphael, Miriam partecipò, ancora giovanissima, alla Resistenza antifascista. Dopo la Liberazione continuò la sua attività politica militando nel Pci: dal 1951 al 1956 fu assessore al Comune di Pescara. Nel 1960 iniziò a lavorare a L'Unità come redattore parlamentare, mentre dal 1965 al 1970 fu direttore di Noi Donne.

Nel 1962 iniziò il suo rapporto con Giancarlo Pajetta, esponente di spicco del Pci. I due rimasero insieme fino alla morte di lui, nel 1990. Parlando della relazione, una volta Miriam Mafai disse: «Tra un week end di passione con il mio Pajetta e un'inchiesta, io preferirò sempre, deciderò sempre per la seconda. Per lui era uguale. Sapevo che, dovendo scegliere tra un pomeriggio con me e un comizio, avrebbe scelto un comizio».

La prima, grande passione di Miriam è sempre stata il giornalismo. Dopo aver diretto Noi Donne, la Mafai lavorò come inviata a Paese Sera e nel 1975 fu tra i fondatori di La Repubblica, insieme all'amico e collega Eugenio Scalfari. Dal 1983 al 1986 fu anche presidente della Federazione nazionale della stampa.

Molte delle sue inchieste sono state dedicate alle donne. Femminista convinta, Miriam Mafai si è battuta a lungo per i diritti delle donne ed è stata una delle più grandi osservatrici dei cambiamenti che hanno scosso il mondo femminile negli ultimi sessant'anni. Qualche tempo fa, al compimento dei suoi 80 anni, Miriam si rivolse alle nuove generazioni dicendo: «Non abbassate la guardia, non si sa mai. Le conquiste delle donne sono ancora troppo recenti».

In questi giorni, parole di cordoglio per la sua scomparsa sono state pronunciate da molti esponenti del mondo giornalistico, intellettuale e politico. Tra le tante, spiccano le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Con lei scompare una delle più forti personalità femminili italiane degli scorsi decenni: erede di un'alta tradizione intellettuale e artistica famigliare, si era impegnata giovanissima nella Resistenza romana, affermandosi presto come giornalista di grande talento e combattività, e quindi come significativa scrittrice in stretto legame con il movimento per l'emancipazione delle donne e con l'attività politica della sinistra».

«Lo spirito critico con cui aveva ripercorso le sue scelte ideali era parte di un temperamento morale alieno da convenzionalismi e faziosità . Nel ricordare la schietta amicizia che ci ha così a lungo legati, mi resta vivissima l'immagine della sua umanità appassionata, affettuosa ed aperta».

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