Scandalo Lega, Renzo Bossi lascia la Regione

di Francesca Porta 

Il figlio di Umberto Bossi ha presentato le dimissioni. Maroni: «Primo atto delle pulizie di primavera ma non basta di certo». La prossima sarà Rosy Mauro?

Francesca Porta

Francesca Porta

Leggi tutti


Renzo Bossi - Foto LaPresse

Renzo Bossi - Foto LaPresse

Dopo le dimissioni del padre Umberto, anche Renzo Bossi ha deciso di fare un passo indietro. Travolto dallo scandalo giudiziario che vede indagato l'ex tesoriere Francesco Belsito per appropriazione indebito, truffa ai danni dello Stato e riciclaggio, il figlio del leader della Lega Nord abbandona il suo ruolo di consigliere regionale della Lombardia.

«In questo momento di difficoltà, senza che nessuno me l'abbia chiesto, do l'esempio», ha annunciato Renzo Bossi lunedì 9 aprile. «Faccio un passo indietro e mi dimetto da consigliere regionale. Spero che la magistratura possa dare delle risposte alle domande che oggi ci si pone».

«In Consiglio regionale negli ultimi mesi ci sono stati avvenimenti che hanno visto indagate alcune persone. Io non sono indagato, ma credo sia giusto e opportuno fare un passo indietro per il movimento», ha poi concluso. Il padre Umberto, che per primo giovedì ha lasciato la segreteria del Carroccio, ha commentato: «Ha fatto bene a dimettersi». Aggiungendo: «Erano due mesi che mi diceva che era stufo di stare in Regione».

Secondo le intercettazioni delle telefonate tra Belsito e la segretaria Nadia Dagrada, molti dei fondi pubblici (rimborsi elettorali) distratti dalle casse della Lega Nord sarebbero serviti per coprire le spese personali della famiglia Bossi. Solo Renzo, senza contare gli altri, sarebbe costato 440 mila euro in auto, scorte, cene, alberghi e feste. Più il diploma e una laurea da conseguire a Londra in un'università privata.

Secondo quanto raccontato dal suo ex autista Alessandro Marmello al settimanale Oggi, bastava «andare direttamente all'ufficio cassa alla sede della Lega, in via Bellerio, firmare un documento che non prevedeva giustificazioni particolari, un foglio bianco, e ritirare ogni volta un massimo di mille euro. Anche più volte al mese». Marmello ritirava i soldi e li passava a Renzo, che «incassa e non fa una piega, come se fosse la cosa più naturale del mondo».

Da parte sua, Renzo Bossi ha risposto così alle accuse: «Sono sereno, so cosa ho fatto e soprattutto cosa non ho fatto». Certo è che le sue dimissioni sono state accolte con soddisfazione non solo dall'opposizione, ma anche da molti dei militanti della Lega Nord, che questa sera si ritrovano a Bergamo per la "serata dell'orgoglio padano".

Roberto Maroni, che oggi guida il Carroccio insieme a Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago, questo è il «primo atto delle pulizie di primavera, ma non basta di certo. Adesso avanti tutta». Il riferimento è chiaro: la prossima a dimettersi, questa volta dal ruolo di vicepresidente del Senato, potrebbe essere Rosy Mauro, la donna che, secondo gli inquirenti, avrebbe beneficiato di molti dei soldi distratti dal Carroccio.

«Credo non vi sia alcun obbligo giuridico, ma sarebbe opportuno e giusto se Rosy Mauro desse le dimissioni», ha dichiarato ieri Roberto Calderoli. «È un gesto di responsabilità, difficile, ma che aiuta il movimento a superare questa fase». Un gesto che, forse, potrebbe essere compiuto già in giornata.

LEGGI ANCHE:

>>Umberto Bossi si è dimesso

>>L'inchiesta: «Oltre 200 mila euro per i figli di Bossi»

>>Lega, pm: «Soldi pubblici distratti per sostenere la famiglia Bossi»

 

Commenti dal canale

TAG CLOUD