Rosy Mauro e Francesco Belsito sono stati espulsi dalla
Lega Nord. A deciderlo, in una riunione durata diverse ore
in via Bellerio, è stato il Consiglio federale del Carroccio. La
decisione è stata presa all'unanimità da tutti i membri dell'organo
di partito, anche se nel caso della Mauro il presidente
Umberto Bossi non ha partecipato al voto.
Le espulsioni non piovono certo a ciel sereno. Martedì 10
aprile, nella "serata dell'orgoglio padano", Roberto
Maroni le aveva annunciate chiaramente. Quella di
Francesco Belsito, accusato di aver distratto
soldi pubblici dalle casse della Lega Nord a favore della famiglia
Bossi e della vicepresidente del Senato Rosy Mauro, è stata
preceduta, la scorsa settimana, dalla presentazione delle sue
dimissioni.
Quella della Mauro, invece, arriva dopo
un'esplicita richiesta di dimissioni, fatta da Maroni e poi anche
da Umberto Bossi, che è stata categoricamente respinta.
Si legge infatti su una nota del Carroccio: «È stato chiesto
alla senatrice Rosy Mauro, dal presidente federale Umberto Bossi,
dai triumviri e da tutti i componenti del consiglio federale, di
rassegnare le proprie dimissioni dall'incarico di
vice presidente del Senato. Rosy Mauro ha però respinto tale
richiesta: dopo aver nuovamente rinnovato all'unanimità la suddetta
richiesta di dimissioni dalla vice presidenza del Senato, dopo una
lunga discussione, la senatrice Mauro ha ribadito di non
voler accettare l'invito, come aveva già pubblicamente
dichiarato nei giorni scorsi. A questo punto, preso atto della
decisione della senatrice Mauro, il consiglio federale
all'unanimità ha decretato l'espulsione dal movimento della stessa
senatrice, ritenendo inaccettabile la sua scelta di non
obbedire ad un preciso ordine impartito dal presidente
federale e dal consiglio federale».
Nessun provvedimento, invece, è stato deciso dal Consiglio
federale del Carroccio nei confronti del figlio del Senatùr,
Renzo Bossi, anch'egli coinvolto nell'inchiesta
giudiziaria.
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