Lega Nord, la Finanza torna in via Bellerio

di Francesca Porta 

All'appello mancano 200 mila euro di diamanti che l'ex tesoriere Belsito avrebbe acquistato con i soldi del Carroccio

Francesca Porta

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La sede della Lega Nord in via Bellerio - Foto LaPresse

La sede della Lega Nord in via Bellerio - Foto LaPresse

Gli agenti della Guardia di Finanza sono tornati in via Bellerio. Nel pomeriggio di lunedì 16 aprile, mentre nella sede della Lega Nord si stava tenendo un vertice tra Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli, la Fiamme Gialle si sono presentate alla porta e hanno acquisito nuovi documenti.

Il provvedimento rientra nell'ambito dell'inchiesta sull'uso dei fondi pubblici del Carroccio avviata dalla procura di Milano. Secondo gli inquirenti, infatti, mancano all'appello 200 mila euro di diamanti che sarebbero stati acquistati dall'ex tesoriere Francesco Belsito (indagato per appropriazione indebita, truffa ai danni dello Stato e riciclaggio) con i soldi del partito.

Nei giorni scorsi era emerso che gli inquirenti erano a caccia di lingotti d'oro per il valore di 200 mila euro e di diamanti per 100 mila euro; ora si è saputo che Belsito avrebbe comprato diamanti per un totale di 300 mila euro.

Mentre si apprende della nuova visita della Finanza in via Bellerio, arrivano anche altre due notizie: la prima riguarda le dimissioni della leghista Monica Rizzi dal ruolo di assessore alla Regione Lombardia; la seconda è quella dell'apertura di una nuova indagine, condotta questa volta dalla Corte dei Conti.

I magistrati contabili hanno infatti aperto un procedimento (autonomo rispetto a quelli precedenti) sui conti del Carroccio: secondo le indagini penali, infatti, Belsito "truccando" i bialnci avrebbe fatto ottenere al partito rimborsi elettorali non dovuti (solo pre il 2011 circa 18 milioni di euro). L'ipotesi di reato è truffa ai danni dello Stato.

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