Lega Nord, soldi del partito per l'affitto di Calderoli

di Francesca Porta 

Dagli atti sequestrati dai carabinieri è emerso che l'affitto dell'appartamento al Gianicolo dell'ex ministro veniva pagato con denaro del Carroccio

Francesca Porta

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Roberto Calderoli e Umberto Bossi - Foto LaPresse

Roberto Calderoli e Umberto Bossi - Foto LaPresse

Lo scandalo giudiziario che ha colpito la Lega Nord sta per travolgere anche Roberto Calderoli. Dagli atti sequestrati ed esaminati dai carabinieri del Noe di Roma, infatti, è emerso che una parte dei soldi del partito sarebbero stati usati per pagare l'affitto dell'abitazione romana dell'ex ministro leghista.

Si tratta di un appartamento in via Ugo Bassi, al Gianicolo, che ha un canone di locazione di 2.200 euro al mese. Una cifra che sembrere essere stata pagata con i soldi del partito.

L'accusa rischia di creare un terremoto nel Carroccio, anche perché, dopo le dimissioni si Umberto Bossi, Calderoli è stato chiamato a guidare il partito insieme a Roberto Maroni e Manuela Dal Lago.

«Mi si infanga per aver avuto in dotazione da parte del movimento una casa-ufficio dal costo di 2200 euro al mese, quando io ne verso mensilmente 3000 di euro alla Lega Nord», ha replicato Calderoli in una nota. «Ho fatto il mio dovere, lavorando e tanto. E tutto questo senza aver mai preso un euro di stipendio, per aver lavorato sette giorni su sette, tutte le settimane dell'anno».

L'ex ministro ha infatti spiegato: «Da un anno e mezzo la Lega ha sottoscritto un contratto di affitto per un appartamento a Roma che è stato dato in uso a me, come mia residenza e mio ufficio dove poter incontrare, anche riservatamente, i vertici del movimento e delle altre forze politiche. Buona parte dei decreti delegati del federalismo fiscale sono stati studiati e partoriti in quella sede».

«Io a Roma non ho fatto semplicemente il lavoro di senatore o quello di ministro, o meglio per quattro ministri avendo avuto anche le loro deleghe, ma ho dovuto svolgere al meglio quanto mi era richiesto dal movimento ovvero il coordinamento delle stesso nelle sedi istituzionali della capitale, i rapporti con le altre forze politiche, il ruolo di portavoce del movimento in seno al governo, oltre a qualunque altra iniziativa delegatami da umberto bossi per l'attività ed il bene del movimento».

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