Genova, gambizzato l'ad di Ansaldo Nucleare

di Francesca Porta 

Roberto Adinolfi è stato ferito a una gamba. La Procura non esclude la matrice eversiva

Francesca Porta

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Foto Corbis Images

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Questa mattina l'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, è stato vittima di un attentato. Intorno alle ore 8.30 il dirigente è uscito dalla sua casa, in via Montello, a Genova, quando è stato raggiunto da un uomo con giubbotto scuro e casco integrale che gli ha sparato alla gamba.

Dopo averlo colpito, l'attentatore è salito su una moto guidata da un complice. Il mezzo è stato ritrovato abbandonato intorno alle ore 13 nel centro della città, in via Sauli. La pistola utilizzata è una Tokaver calibro 7.62, fabbricata nell'Est Europa e tipicamente utilizzata dalle forze armate dei Paesi dell'Est.

Roberto Adinolfi è stato soccorso immediatamente e trasportato all'ospedale San Martino, dove è stato operato. Secondo le prime notizie, le sue condizioni sarebbero buone. Adinolfi, marito e padre di tre figli, si occupa della progettazione di impianti nucleari, italiani e stranieri.

Secondo gli inquirenti, potrebbe trattarsi di un attentato di matrice eversiva, forse da ricondurre all'estremismo ambientale o all'ultrasinistra. Fonti della sicurezza, citate dall'Ansa, parlano di un gesto «altamente simbolico. Uno dei primi attentati delle Brigate Rosse fu proprio all'Ansaldo negli anni Settanta. Oggi è come se avessero voluto dire "ricominciamo come 40 anni fa"».

Nessuno, però, ha ancora rivendicato il gesto. Per questo i Ros non escludono nessuna pista, nemmeno quelle a carattere personale.

 

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