Adinolfi, gli anarchici informali rivendicano l'attentato

di Francesca Porta 

Il comunicato, firmato Fai-Cellula Olga, è arrivato questa mattina per posta al Corriere della Sera

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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L'attentato a Roberto Adinolfi è stato rivendicato. A quattro giorni di distanza dall'agguato all'amministratore delegato dell'Ansaldo Nucleare (che è stato ferito a una gamba), il nucleo Olga del Fai (Fronte Anarchico Informale) ha inviato al Corriere della Sera un comunciato di quattro pagine in cui rivendica il gesto.

Nel testo, imbucato a Genova e arrivato a Milano per posta ordinaria, viene citata una frase di Adinolfi in cui il dirigente sminuisce l'impatto ambientale dell'energia nucleare e la portata del disastro della centrale giapponese di Fukushima.

«Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell'atomo dall'anima candida e dalla coscienza pulita», si legge sul comunicato. «Con piacere abbiamo riempito il caricatore. Impugnare una pistola, scegliere e seguire l'obiettivo, coordinare mente e mano sono stati un passaggio obbligato».

Il documento, intitolato «Il marchio della vita», annuncia nuove azioni contro Finmeccanica. «Siamo dei folli amanti della libertà e mai rinunceremo alla rivoluzione, alla distruzione completa dello stato e delle sue violenze».

Secondo i carabinieri, il nome del nucleo Olga si riferisce a Olga Ikonomidou, un membro della nuova corrente anarchica greca CCF (Cospirazione cellule di fuoco).

 

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