Provenzano, è giallo sul tentato suicidio

di Francesca Porta 

Il boss di Cosa Nostra avrebbe cercato di soffocarsi con una busta di plastica. Ma il Dap sospetta che si sia trattato solo di una messinscena

Francesca Porta

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L'arresto di Provenzano - Foto LaPresse

L'arresto di Provenzano - Foto LaPresse

Bernardo Provenzano potrebbe aver tentato di suicidarsi. Secondo le notizie diffuse ieri sera dall'agenzia Ansa, infatti, nella notte tra mercoledì 9 e giovedì 10 maggio un agente penitenziario del carcere di Parma avrebbe scoperto il boss di Cosa Nostra con la testa infilata in una busta di plastica.

L'agente ha subito dato l'allarme e ha evitato che il tentativo di Provenzano andasse a buon fine. L'avvocato del boss, Rosalba Di Gregorio, ha subito chiesto alla polizia penitenziaria di spiegare come mai «nessuno si è accorto della presenza di un sacchetto visto che Provenzano è l'unico detenuto del braccio in quel carcere ed è continuamente sorvegliato?».

E ha poi aggiunto: «Due periti nominati recentemente dalla corte d'assise di Palermo hanno detto che Bernardo Provenzano non era depresso e stava bene: a questo punto o hanno visitato un altro o si doveva prestare più attenzione alla perizia».

Il sospetto del Dipartimento per l'Amministrazione Penitenziaria (Dap) è però un altro: secondo gli agenti, il boss avrebbe solo simulato il suicidio, con un piccolo sacchetto utilizzato per conservare i farmaci. Provenzano è stato di recente sottoposto a perizie che hanno appunto stabilito che è in grado di intendere e di volere, e già da giorni avrebbe cercato di dimostrare di essere mentalmente instabile.

Provenzano, 79 anni, è stato arrestato nel 2006 dopo 43 anni di latitanza. È stato condannato a più ergastoli e da allora è detenuto in regime di 41 bis (il carcere duro) a Parma. Da anni combatte con diversi problemi di salute: un cancro recidivo alla prostata e un principio di Parkinson.

 

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