Bomba a Brindisi,
il killer ha un volto.
Oggi i funerali di Melissa

di Francesca Porta 

Nel video scoperto dagli inquirenti l'attentatore è ripreso mentre preme il pulsante del telecomando che ha innescato la bomba. È un uomo di circa 50 anni, brizzolato

Francesca Porta

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Aggiornamento delle ore 21.30: L'uomo interrogato questo pomeriggio ha lasciato la Questura ed è tornato a casa. Insieme a lui rilasciato anche il fratello. Secondo quanto appreso, l'uomo sarebbe estraneo all'attentato. L'identità della persona ripresa nel video rimane ancora sconosciuta. Il Capo di gabinetto della Questura di Brindisi, Anna Palmisano, ha dichiarato ai giornalisti: «Non ci sono arrestati, non ci sono fermati, non ci sono indagati in questo momento. Vi preghiamo di lasciarci lavorare».

Aggiornamento delle ore 19.30: Torna a circolare la notizia del fermo di un sospettato. Secondo le agenzie di stampa, l'uomo (le cui iniziali sono C.S.) si troverebbe in Questura e sarebbe stato sottoposto a un interrogatorio insieme al fratello, M.S. 

Aggiornamento delle ore 17.16: la notizia del fermo del presunto attentatore è stata smentita dal procuratore di Lecce Cataldo Motta.

Aggiornamento delle ore 16.52: Il presunto attentatore di Brindisi è stato rintracciato ed è stato portato in Questura per essere interrogato. Si tratta di C.S., un uomo residente a Brindisi, nel quartiere Sant'Elia.

Aggiornamento delle ore 15.49: Svolta nelle indagini sull'attentato all'Istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi. Secondo le ultime notizie, gli inquirenti avrebbero identificato il presunto attentatore. Sono due gli elementi che avrebbero permesso il riconoscimento: l'uomo zoppica e ha una mano offesa. Il presunto killer non torna a casa da due giorni ed è ricercato. Gli inquirenti stanno interrogando il fratello.

 

In precedenza:

Il killer di Brindisi non ha ancora un nome. Ma ha un volto. Nel video scoperto dagli inquirenti, registrato dalla telecamera di un chiosco di panini, si vede l'attentatore che ha fatto esplodere una bomba di fronte all'Istituto professionale Morvillo Falcone: un uomo di circa 55 anni, brizzolato, dai lineamenti autoctoni.

Le immagini lo ritraggono mentre si nasconde dietro il chiosco aspettando l'arrivo del pullman di studenti e anche mentre preme il pulsante del telecomando che innesca l'ordigno. Al momento dell'espolosione l'uomo era dunque sulla scena, poco lontano, e ha assistito alla strage.

Secondo gli inquirenti, il sistema radiocomandato ha funzionato esattamente come un allarme di quelli che si installano in casa. Di tipo volumetrico. Questo significa che l'ordigno non è esploso nel momento in cui il killer ha premuto il pulsante, ma nell'istante in cui una persona è passata davanti al congegno, che si è attivato con il movimento.

Questa persona era Melissa Bassi, la giovane 16enne, studentessa di moda, che è rimasta uccisa nell'attentato. Accanto a lei c'era Veronica Capodieci, ricoverata in ospedale con ferite piuttosto gravi. Anche altre quattro ragazze, che probabilmente distavano pochi passi da Melissa e Veronica, sono rimaste ferite.

Dopo aver visto la scena, l'attentatore si allontana dal chiosco. Lascia, però, una traccia importante: il suo Dna. Gli investigatori, infatti, hanno trovato diversi mozziconi di sigaretta nel punto in cui l'uomo si è nascosto. Probabilmente fumati nell'attesa tra il posizionamento del cassonetto "armato" e l'arrivo del bus delle studentesse.

Non è ancora chiaro se l'uomo abbia agito da solo oppure con l'aiuto di un complice. Mentre le indagini continuano, oggi a Mesagne si svolgono i funerali di Melissa.

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