Monti in Emilia: «Stop ai pagamenti fiscali»

di Francesca Porta 

Il presidente del Consiglio ha visitato i paesi emiliani colpiti dal terremoto. Alcuni sfollati lo hanno contestato

Francesca Porta

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Foto Getty Images

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Aggiornamento delle ore 17: Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per i territori emiliani colpiti dal terremoto del 20 maggio. Non solo. L'esecutivo ha deciso di stanziare immediatamente 50 milioni di euro del Fondo per la Protezione Civile per affrontare l'emergenza. Ufficializzata anche la decisione di sospendere il pagamento dell'Imu.

In precedenza:

«Dichiareremo lo stato di emergenza e approveremo un provvedimento per sospendere i pagamenti fiscali». Sono queste le prime mosse del piano studiato dal governo per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto di magnitudo 6.0 che nella notte tra sabato 19 e domenica 20 maggio ha ucciso sette persone e causato gravi danni agli edifici.

Ad annunciare le intenzioni dell'esecutivo è stato il presidente del Consiglio Mario Monti, che questa mattina si è recato a Sant'Agostino e a Finale Emilia, i due comuni più danneggiati dal sisma. Nel primo paese, Monti è stato accolto da fischi e contestazioni: «Vergogna, andate a casa», hanno gridato alcuni cittadini. «Perché e venuto?»

«Sono venuto, prima di tutto, per portare le mie condoglianze ai parenti delle vittime», ha risposto il premier. «Ho voluto anche rendermi conto personalmente dei danni, che sono molto gravi». Questo è certo: le abitazioni parzialmente distrutte e non più agibili sono numerose, così come le chiese e i palazzi storici crollati.

Questa notte, segnata da oltre 30 scosse di assestamento (la più forte di magnitudo 3.2), oltre 4000 persone hanno dormito fuori casa, a causa delle abitazioni sventrate e della paura di ritrovarsi sotto le macerie nel caso di una scossa più violenta delle altre. Di queste 4000, circa la metà hanno trovato riparo nella tendopoli allestita dalla Protezione Civile, mentre le altre 2000 hanno dovuto accontentarsi di dormire in auto o persino in strada.

«Dobbiamo aiutare questa terra a tornare produttiva al più presto», ha dichiarato Mario Monti. «Ho visto le premesse per una ripresa rapida. Pensiamo di aiutare i terremotati con un provvedimento di emergenza: c'è la necessità di sospendere i pagamenti fiscali e di stimolare le banche ad aiutare gli imprenditori che devono riprendere prima possibile l'attività lavorativa».

Dopo la visita a Sant'Agostino, il premier si è recato anche a Finale Emilia, dove ha parlato con gli sfollati che hanno trovato rifugio nella tendopoli allestita per l'emergenza. Poi Monti è tornato a Roma per presiedere il Consiglio dei Ministri in cui sarà dichiarato lo stato di emergenza.

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