Berlusconi: «Elezione diretta del presidente della Repubblica»

di Francesca Porta 

Il Pdl propone un sistema semipresidenzialista su modello francese e l'elezione diretta del Capo dello Stato

Francesca Porta

Francesca Porta

Leggi tutti

«Siano i cittadini stessi a decidere con il loro voto il presidente della Repubblica». È questa l'ultima proposta nata in seno al Pdl e annunciata questa mattina in una conferenza stampa dal segretario nazionale Angelino Alfano e dall'ex premier Silvio Berlusconi.

«Vogliamo essere nella situazione di Atene, un Paese ingovernabile, o nella situazione di Parigi, che in pochi giorni ha eletto un nuovo governo, subito operativo anche a livello internazionale? La risposta è ovvia», ha detto Silvio Berlusconi.

È al modello francese, dunque, che si ispira la proposta del Pdl: un sistema semipresidenziale in cui i cittadini eleggono direttamente il presidente della Repubblica, il quale poi nomina il premier e i ministri del governo.

Secondo Berlusconi, è il momento che l'Italia si converta a questo modello: «Bisogna profittare della prossimità di fine legislatura, della scadenza di un eccellente presidente della Repubblica e della riforma della Costituzione della prossima settimana in Senato».

Il Pdl presenterà quindi al Senato un emendamento al testo per le riforme istituzionali. «Quella che proponiamo oggi è la più grande modernizzazione del sistema istituzionale italiano», ha detto Angelino Alfano. «Dobbiamo fondare la Terza Repubblica, che non può fondarsi sulle alchimie della Seconda. Deve essere un passo avanti».

«Proponiamo le primarie per scegliere i candidati alle elezioni presidenziali», ha continuato Alfano, che rivolgendosi a Berlusconi, ha poi fatto una gaffe chiamandolo "il presidente della Repubblica".

Appunto. Se la proposta del Pdl diventasse legge, Berlusconi si candiderebbe per diventare il prossimo Capo dello Stato? «Farò quello che mi chiederà di fare il Pdl», ha risposto l'ex premier. «Non è una mia ambizione personale, ma ci sono delle responsabilità che non si possono ignorare».

TAG CLOUD