Ore 18.30: Sono stati resi noti i nomi
delle 17 vittime del terremoto del 29 maggio:
Mauro Mantovani morto a Mirandola; Iva Contini, Daniela Salvioli ed
Enzo Borghi a Cavezzo; Sergio Cobellini a Concordia; Gianni
Bignardi, Kuman Pawan e Muhamed Arzak a San Felice; Paolo Siclari,
Giordano Visconti, Biagio Santucci e Matteo Serra a Medolla; Li
Hongli Zhou, Enea Grilli, Eddy Borghi e Vincenzo Iacono a
Mirandola; Don Ivan Martini a Rovereto di Novi.
Ore 13: per far fronte all'emergenza,
il Consiglio dei ministri ha deliberato un aumento di due
centesimi delle accise sui carburanti, e varato un decreto
ministeriale che consente il rinvio a settembre del
pagamento di versamenti fiscali e contributi. Lo stato di
emergenza viene esteso alle province di Reggio
Emilia e Rovigo, ed è stata confermata
per lunedì 4 giugno una giornata di lutto nazionale. (
>>LEGGI TUTTE LE MISURE VARATE DAL GOVERNO)
Aggiornamento delle ore 11.38: A
Medolla è stato trovato morto l'ultimo disperso del sisma. Sale
così a 17 il numero delle vittime.
In precedenza:
In Emilia la terra non smette di tremare. Dopo
le violente scosse di terremoto (la prima alle ore
9 di magnitudo 5.8, la seconda alle 12.56 di magnitudo 5.3) che
ieri hanno colpito il modenese, questa notte si sono
avvertite altre 50 scosse.
Secondo gli esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e
vulcanologia (Ingv), la più forte è stata alle ore 3.54, con
magnitudo 3.4 ed epicentro in prossimità dei
comuni modenesi di Camposanto, Cavezzo, Medolla,
Mirandola e San Felice sul Panaro e di quello mantovano di San
Giovanni del Dosso.
I danni causati dal sisma sono enormi. Sedici persone
hanno perso la vita (tra cui diversi operai morti nel
crollo di capannoni industriali), 320 sono ferite, migliaia non
possono rientrare nelle proprie case. Un operaio dell'azienda
Haematronic di Medolla è ancora disperso.
Ingenti sono anche i danni causati alle abitazioni, agli
edifici storici e alle chiese. Il duomo di Mirandola è
parzialmente crollato, così come la chiesa di Medolla. Quasi tutti
i campanili sono completamente rovinati. Le case sventrate dalle
crepe si contano a decine.
Se a questi rilievi si aggiungono i danni causati dal
terremoto del 20 maggio (che uccise sette
persone), le dimensioni del disastro sono incalcolabili.
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