Terremoto Emilia, oltre 50 scosse nella notte

di Francesca Porta 

Lo sciame sismico continua a spaventare Cavezzo, Medolla, Mirandola e gli altri paesi colpiti dal sisma che ieri ha causato 17 morti

Francesca Porta

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Foto AP/LaPresse

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Ore 18.30: Sono stati resi noti i nomi delle 17 vittime del terremoto del 29 maggio: Mauro Mantovani morto a Mirandola; Iva Contini, Daniela Salvioli ed Enzo Borghi a Cavezzo; Sergio Cobellini a Concordia; Gianni Bignardi, Kuman Pawan e Muhamed Arzak a San Felice; Paolo Siclari, Giordano Visconti, Biagio Santucci e Matteo Serra a Medolla; Li Hongli Zhou, Enea Grilli, Eddy Borghi e Vincenzo Iacono a Mirandola; Don Ivan Martini a Rovereto di Novi.

Ore 13: per far fronte all'emergenza, il Consiglio dei ministri ha deliberato un aumento di due centesimi delle accise sui carburanti, e varato un decreto ministeriale che consente il rinvio a settembre del pagamento di versamenti fiscali e contributi. Lo stato di emergenza viene esteso alle province di Reggio Emilia e Rovigo, ed è stata confermata per lunedì 4 giugno una giornata di lutto nazionale. ( >>LEGGI TUTTE LE MISURE VARATE DAL GOVERNO)

Aggiornamento delle ore 11.38: A Medolla è stato trovato morto l'ultimo disperso del sisma. Sale così a 17 il numero delle vittime.

In precedenza:

In Emilia la terra non smette di tremare. Dopo le violente scosse di terremoto (la prima alle ore 9 di magnitudo 5.8, la seconda alle 12.56 di magnitudo 5.3) che ieri hanno colpito il modenese, questa notte si sono avvertite altre 50 scosse.

Secondo gli esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la più forte è stata alle ore 3.54, con magnitudo 3.4 ed epicentro in prossimità dei comuni modenesi di Camposanto, Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro e di quello mantovano di San Giovanni del Dosso.

I danni causati dal sisma sono enormi. Sedici persone hanno perso la vita (tra cui diversi operai morti nel crollo di capannoni industriali), 320 sono ferite, migliaia non possono rientrare nelle proprie case. Un operaio dell'azienda Haematronic di Medolla è ancora disperso.

Ingenti sono anche i danni causati alle abitazioni, agli edifici storici e alle chiese. Il duomo di Mirandola è parzialmente crollato, così come la chiesa di Medolla. Quasi tutti i campanili sono completamente rovinati. Le case sventrate dalle crepe si contano a decine.

Se a questi rilievi si aggiungono i danni causati dal terremoto del 20 maggio (che uccise sette persone), le dimensioni del disastro sono incalcolabili.

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