Attentato di Brindisi, svolta nelle indagini

di Francesca Porta 

Scattato un provvedimento di fermo nei confronti di un sospettato

Francesca Porta

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Foto Getty Images

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Aggiornamento delle ore 23.50: secondo quanto riportato dall'agenzia Ansa, l'uomo fermato dalla Polizia si chiamerebbe Giovanni Vantaggiato e avrebbe 68 anni. Dopo nove ore di interrogatorio, l'uomo avrebbe confessato e ammesso le sue responsabilità. Non è ancora chiaro il movente dell'attentato.

Aggiornamento delle ore 22.50: poco dopo le 22 di mercoledì 6 maggio è scattato un provvedimento di fermo nei confronti del sospettato, titolare di un deposito di carburante di Copertino (in provincia di Lecce). Il movente potrebbe essere la vendetta privata.

 

In precedenza:

Le indagini sull'attentato all'Istituto Morvillo Falcone di Brindisi potrebbero essere arrivate a una svolta. Secondo quanto riportato dall' Ansa, che cita «fonti qualificate», sarebbero in corso degli accertamenti su una persona sospetta.

La notizia non è stata confermata dagli inquirenti, che mantengono ovviamente il massimo riserbo sull'andamento delle indagini, ma diverse indiscrezioni parlano di un sospettato residente nella provincia di Lecce che potrebbe aver fabbricato e azionato la bomba che ha ucciso la 16enne Melissa Bassi e ferito altre cinque studentesse.

«Quando ci saranno novità, le diremo», ha dichiarato il procuratore di Lecce Cataldo Motta. Più rivelatorie sono invece le parole del capo della Polizia Antonio Manganelli: «Non è opera nè della mafia nè degli anarcoinsurrezionalisti».

«I detenuti della Sacra Corona Unita hanno inviato un telegramma di solidarietà alla famiglia di Melissa: un segnale specifico per dire "noi non ci entriamo"», ha spiegato Manganelli. E per quanto riguarda i sospetti sul Fai? «Faccio fatica a immaginare che sia opera loro un attentato così vigliacco».

Intanto, dal giorno dell'attentato (era il 19 maggio) a oggi la Polizia ha controllato 1400 persone ed effettuato 32 perquisizioni. «L'attività è svolta da decine di equipaggi volanti della Questura supportati da altrettanti equipaggi del Reparto prevenzione crimine Puglia», ha detto Manganelli. In totale, si tratta di oltre cento uomini che quotidianamente si occupano del caso. «Arriveremo a chi è stato».

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