Bomba a Brindisi, fermato il presunto attentatore

di Francesca Porta 

Giovanni Vantaggiato, 68 anni, avrebbe confessato nella notte. Restano dubbi sul movente

Francesca Porta

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Foto AP/LaPresse

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L'attentatore di Brindisi potrebbe finalmente avere un nome. Ieri, infatti, la Polizia e i Ros hanno fermato un uomo sospettato di essere l'autore della strage che il 19 maggio, davanti all'Istituto Morvillo Falcone di Brindisi, ha ucciso la giovane Melissa Bassi e ha ferito altre cinque studentesse.

Si tratta di Giovanni Vantaggiato, 68 anni, titolare di un rivenditore di carburanti agricoli residente a Copertino, un paese a circa 30 chilometri da Lecce. Quello che per tutto il giorno è stato solo un sospetto, in serata è diventato un provvedimento di fermo. Dopo dieci ore di interrogatorio, infatti, l'uomo avrebbe confessato.

«Sì, quella bomba l'ho fatta io da solo. L'ho pensata e l'ho costruita», avrebbe detto Vantaggiato. Il suo racconto, però, non convince del tutto gli inquirenti. Rimangono forti dubbi sul movente che avrebbe spinto l'uomo a compiere la strage. Secondo alcune indiscrizioni, Vantaggiato avrebbe voluto colpire il Tribunale, poco lontano dalla scuola, per motivi personali. Ma, come dichiarato dal procuratore di Lecce Cataldo Motta, la spiegazione «non è convincente».

La svolta nelle indagini è arrivata grazie alle riprese della telecamera posizionata su un chiosco di panini vicino alla scuola. Nel video l'attentatore viene ripreso mentre preme il pulsante del telecomando che aziona la bomba: l'uomo immortalato dalle immagini sembrerebbe proprio corrispondere a Vantaggiato.

Alcuni giorni prima della strage, inoltre, la Fiat Punto dell'uomo era stata filmata dalle telecamere mentre transitava nelle strade adiacenti alla scuola. Probabilmente si trattava di un sopralluogo. La mattina dell'attentato, a essere filmata è stata invece una Hyundai azzurra, sempre appartenente alla famiglia Vantaggiato.

A questi elementi si aggiungono i tabulati telefonici, che dimostrano la sua presenza nella zona la mattina del 19 maggio. Agli atti anche un'intercettazione di una telefonata tra Vantaggiato e la moglie.

Non sarebbe la prima volta che Vantaggiato finisce nel mirino degli inquirenti: il 25 febbraio 2008, infatti, il presunto attentatore era stato interrogato perché sospettato di aver piazzato degli esplosivi nel cestino della bicicletta di un uomo a Torre Santa Susanna, vicino a Francavilla Fontana.

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