Brindisi, mistero sul movente. Si cercano eventuali complici

di Francesca Porta 

Giovanni Vantaggiato potrebbe aver agito in concorso con uno o più complici. Spunta l'ipotesi di un mandante della strage

Francesca Porta

Francesca Porta

Leggi tutti


Giovanni Vantaggiato - Foto LaPresse

Giovanni Vantaggiato - Foto LaPresse

Il killer di Brindisi ha un volto e un nome. Ma non ha un movente. A più di 24 ore dal fermo di Giovanni Vantaggiato, l'uomo 68enne di Copertino che ha confessato di aver fabbricato e fatto esplodere la bomba davanti all'Istituto Morvillo Falcone, rimane ancora senza risposta la domanda più importante: «Perché?».

«Non ho una vera ragione», avrebbe risposto Vantaggiato, che di mestiere fa, con un certo successo economico, il rivenditore di carburanti. «Non ho una ragione specifica per la quale ho scelto sia la città che il posto. La scelta del luogo è stata del tutto casuale. E l'ho fatto perché ce l'avevo con il mondo intero e, nello specifico, perché prima si lavorava e si guadagnava, mentre adesso questo non succede più. Non volevo ammazzare nessuno».

E invece la bomba ha ucciso. Melissa Bassi, studentessa di soli 16 anni, è morta nell'esplosione, mentre la sua amica Veronica Capodieci è gravemente ferita. Solo pochi giorni fa è dovuta tornare in sala operatoria per la terza volta. Altre quattro ragazze sono rimaste colpite, due di loro potrebbero avere danni permanenti.

La violenza di questo gesto è spiegabile con uno "stress da crisi economica"? Gli inquirenti non ne sono convinti. Innanzitutto, durante la confessione Vantaggiato ha usato più volte il pronome personale «noi». «Noi abbiamo parcheggiato», «noi abbiamo fatto». Quando gli viene chiesto a chi si riferisce quel «noi», però, l'attentatore cambia subito pronome e dice: «Non ho ricevuto aiuto da nessuno nel collocare l'ordigno, nel prepararlo e nel farlo esplodere».

Il sospetto dell'esistenza di un complice rimane. Un complice, o forse addirittura un mandante, che aveva un movente reale per la strage. Il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, scrive infatti nelle quattro pagine del decreto di fermo: «Vantaggiato ha ammesso la sua diretta partecipazione all'azione criminale, ma non ha voluto indicarne il movente assumendo un atteggiamento ai limiti dell'offesa all'intelligenza di chi l'interrogava, tendente evidentemente a occultare il concorso di altri».

Leggi anche:

>>Bomba a Brindisi, fermato il presunto attentatore

>>Brindisi, svolta nelle indagini

>>Bomba a Brindisi: il killer ha un volto

>>Il procuratore: «Potrebbe trattarsi di un gesto isolato»

>>Brindisi, bomba esplode davanti a una scuola

TAG CLOUD