Esodati, secondo l'Inps sono 390mila. Fornero: «Dati parziali»

di Francesca Porta 

In una relazione dell'Inps, diffusa ieri dall'Ansa, si parla di 390.200 lavoratori esodati. Di loro, solo 65.000 sarebbero tutelati dal governo

Francesca Porta

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Foto AP/LaPresse

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Quanti sono gli esodati? Può sembrare una domanda facile, ma in realtà non lo è. Dei lavoratori che, con le nuove norme sull'età pensionabile, rischiano di restare per un periodo di tempo senza stipendio e senza pensione si discute infatti da mesi senza avere una cifra precisa.

Ieri nuovi numeri hanno animato la discussione. L'agenzia Ansa ha diffuso i dati di una relazione tecnica preparata dall'Inps per il ministero del Lavoro, datata 22 maggio 2012, che parla di 390.200 esodati. A far lievitare la cifra sarebbero coloro che hanno scelto la prosecuzione volontaria (che continuano a versare i contributi) e i lavoratori "cessati", ovvero quelli che sono usciti dal lavoro tra il 2009 e il 2011 con più di 53 anni.

Secondo i calcoli dell'Istituto di previdenza, dunque, gli esodati sarebbero quasi 400mila, mentre il decreto firmato dal governo ne salvaguarda solo 65mila. E gli altri?

Dopo la diffusione della relazione da parte dell'Ansa, l'Inps ha tenuto a precisare: «I documenti tecnici hanno consentito al ministero di formulare il decreto con la salvaguardia prevista per i 65mila lavoratori per i prossimi 24 mesi e per alcune categorie anche oltre i 24 mesi. Non sono state fornite stime diverse o ulteriori».

La dichiarazione suona come una smentita, ma non basta a placare la «disapprovazione» del ministro del Lavoro Elsa Fornero: «Deploro la parziale e non diffusione di informazioni che ha provocato disagio sociale».

«Sono consapevole che il decreto sui 65mila non esaurisce la platea degli interessati alla salvaguardia», ha dichiarato la Fornero dopo un incontro al ministero con il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua e il direttore generale Mauro Nori. «C'è l'impegno del governo a trovare soluzioni eque e finanziamenti sostenibili anche per gli altri».

Sì, ma quanti sono questi "altri"? La domanda, appunto, rimane ancora senza risposta.

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