Anticorruzione, fiducia sul ddl. Condannati non candidabili

di Francesca Porta 

L'Aula dice sì all'articolo 10, 13 e 14 del disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia Paola Severino

Francesca Porta

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Il ministro Paola Severino - Foto AP/LaPresse

Il ministro Paola Severino - Foto AP/LaPresse

Il disegno di legge anticorruzione è approdato alla Camera. Dopo mesi di dibattiti e polemiche, mercoledì 13 giugno i parlamentari sono stati chiamati a votare la fiducia sugli articoli 10, 13 e 14 del testo presentato da Paola Severino.

Dopo una lunga giornata passata in Aula, il ministro della Giustizia ha incassato tre voti di fiducia. La prima votazione si è svolta alle ore 12 e ha riguardato l'articolo 10, quello sull'incandidabilità alle cariche politiche di chi è stato condannato per un reato: i voti a favore sono stati 461, i contrari 75 e le astensioni 7.

La seconda votazione, svoltasi alle ore 15, ha invece dato il via libera all'articolo 13, quello che introduce il reato di traffico di influenze, con 431 voti a favore, 71 contrari e 38 astenuti. La terza votazione, sull'aumento delle pene per la corruzione, ha ottenuto la fiducia alle ore 18: i voti a favore sono stati 430, 70 quelli contrari, 25 le astensioni.

Ma cosa prevedono gli articoli del ddl approvati con questi tre voti? Vediamone i punti fondamentali.

Articolo 10: secondo questa norma, il governo è delegato ad adottare, entro un anno, un decreto legislativo recante un testo unico della normativa in materia di incandidabilità alla carica di membro del Parlamento Europeo, di deputato e di senatore della Repubblica. L'esecutivo, inoltre, dovrà affrontare l'incandidabilità alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali e il divieto di ricoprire le cariche di presidente e di componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, delle aziende speciali, unioni di comuni e comunità montane. Saranno incandidabili coloro che hanno una condanna definitiva per un reato grave - come mafia, concussione e corruzione - e per reati le cui condanne previste sono oltre i 3 anni. Non è ancora chiaro se la norma entrerà in vigore in tempo per le elezioni del 2013, oppure per il 2018.

Articolo 13: viene introdotto il nuovo reato di traffico di influenze. Chi si avvale di relazioni con pubblici ufficiali o con incaricati di pubblico servizio e indebitamente fa dare o promettere, a sè o altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita, o per remunerare il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni.Vengono puniti sia il pubblico ufficiale e l'incaricato di pubblico servizio (da 3 a 8 anni), sia il privato che dà o promette utilità (1-3 anni).

Articolo 14: proposto dal Pd, questo articolo prevede l'aumento delle pene, nel minimo e nel massimo, per il reato di corruzione.

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