Monti: «In arrivo misure per la crescita»

di Francesca Porta 

Il premier ha riferito oggi alla Camera in merito al vertice europeo sulla crisi economica. E ha annunciato: «Nei prossimi giorni misure per la crescita»

Francesca Porta

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Mario Monti - Foto LaPresse

Mario Monti - Foto LaPresse

«Nuove misure per la crescita». Sarà questo il prossimo passo del governo Monti nel lungo percorso di salvataggio dell'Italia dalla crisi. Dopo la manovra economica e la riforma pensionistica, nei prossimi giorni l'esecutivo sarà impegnato nell'«operazione crescita».

A definirla così è stato lo stesso Mario Monti, che questa mattina ha riferito alla Camera sul vertice europeo sulla crisi. «Quello che preoccupa mercati finanziari e agenzie di rating è la scarsa crescita. Ed è quello che preoccupa anche noi. Se ci sarà crescita, pagheremo uno spread inferiore, i tassi di interesse scenderanno, le imprese saranno facilitate negli investimenti», ha dichiarato il presidente del Consiglio.

La sfida è ardua. Ma secondo il premier l'Italia può farcela. «Siamo molto sereni per il modo in cui il Paese oggi si presenta nel quadro internazionale e ai mercati internazionali», ha continuato Monti. «Le nostre banche sono stabili, il nostro tasso di disoccupazione è più basso di quello di altri Paesi. Siamo consapevoli della sfida che abbiamo davanti, ma anche del lavoro che in queste aule, nel governo e nel Paese è stato fatto in questi mesi».

Le misure italiane per la crescita, però, dovranno essere accompagnate da una politica europea adeguata. «Gli eurobond o gli stability bond o il redemption fund non devono essere necessariamente operativi da quest'anno, ma almeno non essere estromessi dal tavolo o comunque messi in cantiere», ha detto Mario Monti. L'Europa, insomma, deve fare la sua parte.

Se sipercorrerà questa strada, ha auspicato il presidente del Consiglio, l'Italia non avrà bisogno di chiedere l'appoggio del Fondo Monetario Internazionale o del Fondo Salva Stati. «Preferiamo che il Paese cerchi di fare da sé. Non perché sia disdicevole essere assistiti, ma perché abbiamo visto che l'assistenza generalizzata vuol dire la troika, ovvero vedersi seduti, quasi come governatori collettivi, l'Fmi, la Bce e la Commissione Europea».

«Gli sforzi che il popolo italiano fa sono duri da accettare», ha concluso Monti. «Ma sarebbero stati più duri e maggiore l'alienazione e la ripulsa se si fossero dovuti accettare dall'esterno, come in Grecia».

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