Costa Concordia, ecco il piano per la rimozione della nave

di Francesca Porta 

Il relitto sarà rimosso entro febbraio del 2013. L'operazione costa circa 300 milioni di dollari

Francesca Porta

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La Costa Concordia - Foto AP/LaPresse

La Costa Concordia - Foto AP/LaPresse

Era la sera del 13 gennaio quando la nave Concordia, della compagnia Costa Crociere, urtò gli scogli de Le Scole, situati a circa 500 metri dal porto dell'Isola del Giglio. Lo scontro, com'è noto, causò uno squarcio di 70 metri nello scafo, la nave imbarcò acqua e poi si inclinò fino ad avere un fianco quasi completamente sommerso. Nel disastro morirono 30 persone.

Oggi, a sei mesi esatti da quel giorno, due passeggeri mancano ancora all'appello. Il capitano della nave Francesco Schettino e il primo ufficiale in plancia Ciro Ambrosio sono indagati con l'accusa di naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono di nave in pericolo. Solo pochi giorni fa Schettino ha rilasciato un'intervista televisiva in cui si è definito «una vittima» delle circostanze.

Intanto, al Giglio sono iniziate le operazioni per la rimozione della nave. Circa 300 persone, tra operai e tecnici, sono già al lavoro con l'obiettivo di liberare il prima possibile la meravigliosa isola dal relitto arenato. A gestire le operazioni sono la Titan Salvage, società americana specializzata nel recupero delle grandi navi, e la Micoperi, azienda italiana che si occupa della costruzione di piattaforme petrolifere.

Il recupero, che costerà circa 300 milioni di dollari (a carico della Costa Crociere e di varie compagnie assicurative), procederà a ritmo serrato con l'obiettivo di concludersi il prima possibile. «La nave non può stare così per lungo tempo», ha dichiarato infatti il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli. «Il pericolo che la Concordia scarrocci sul fondo non è imminente, ma più passa il tempo e più aumentano i rischi. Anche ambientali».

Le operazioni di rimozione si svolgeranno in quattro fasi: la prima prevede l'esecuzione di alcune trivellazioni propedeutiche nella roccia del fondale marino per capire quali tipi di pali dovranno essere piantati per sorreggere la piattaforma di appoggio.

La seconda fase prevede la stabilizzazione delle nave per evitare che affondi del tutto: il relitto verrà bloccato grazie, appunto, alla costruzione di una piattaforma subacquea sorretta dai pali e sarà assicurata da grossi tiranti. Questa operazione, che permetterà la messa in sicurezza della Concordia, si dovrebbe concludere entro la fine del mese di agosto.

Nella terza fase, saranno posizionati dei cassoni metallici riempiti d'acqua sul fianco sinistro della nave (quello emerso) per bilanciare il peso dello scafo semi-sommerso sul lato opposto. I cassoni, i tiranti e la piattaforma permetteranno alla Concordia di tornare a galleggiare.

La quarta fase, infine, prevede lo svuotamento dei cassoni sul lato sinistro per raddrizzare la nave. Il relitto resterà a galla e in asse grazie ad altre gabbie aggiunte sul lato destro. Così la nave avrà una specie di salvagente metallico, grazie al quale potrà essere trainata lontano dall'isola. La Concordia sarà portata in un altro porto italiano (non si sa ancora quale) per essere demolita.

Le operazioni si svolgeranno sotto il controllo della Protezione Civile. Il commissario straordinario Franco Gabrielli, infatti, ha nominato un Osservatorio di monitoraggio sulla rimozione della Costa Concordia. Presieduto dalla Regione Toscana, quest'organo ha il compito di assicurare la corretta esecuzione del progetto e l'attuazione delle misure per il ripristino ambientale.

Le operazioni, infatti, saranno svolte nel massimo rispetto dell'ambiente, almento per quanto possibile. «Auspichiamo di poter salvare il 90% della vegetazione presente sul fondale», hanno dichiarato i portavoce di Titan Salvage e Micoperi. «L'obiettivo è che non rimanga traccia del lavoro». Ad auspicarlo, oltre alle due aziende, sono anche gli abitanti dell'isola del Giglio.

Leggi anche:

>>Concordia, partono le operazioni di rimozione dello scoglio

>>Concordia, i periti: «Avaria prima del naufragio»

>>Ascolta la telefonata tra il comandante Schettino e la capitaneria

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