Un punto percentuale in più. È questo l'effetto che avrebbe sul
Pil l'accorpamento delle festività e il conseguente aumento dei
giorni lavorativi. Ad affermarlo, secondo quanto riportato
dall'agenzia Ansa, è stato il sottosegretario
Gianfranco Polillo.
Per ora non ci sono notizie ufficiali, ma sembra che il governo
stia seriamente valutando la possibilità di accorpare alla
domenica le feste patronali, in modo da recuperare giorni
feriali e dare una spinta al Pil. Ciò significa, ad esempio, che i
milanesi potrebbero dover rinunciare a Sant'Ambrogio e i napoletani
a Sant'Antonio.
Non sarebbero toccate, invece, le festività prevista dal
Concordato tra Stato e Chiesa Cattolica, come
Natale, l'Epifania e Ferragosto. Ma anche come i Santi Pietro e
Paolo, patroni di Roma.
Il Consiglio dei Ministri dovrebbe discutere dell'accorpamento
delle festività nella riunione in programma venerdì 20
luglio. Il sottosegretario Antonio
Catricalà avrebbe infatti chiesto ai tecnici di diversi
ministeri di presentare dei pareri che possano essere valutati dal
governo.
E voi cosa ne pensate? Sareste disposti a
rinunciare alle feste patronali?
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